Il tribunale del riesame di Brescia ha confermato l’affido di tutti gli animali di Green Hill a Lav e Legambiente, per gestire le operazioni di custodia temporanea. Cade nel vuoto, così, l’istanza di dissequestro dei cuccioli avanzata dalla Marshall, l’azienda proprietaria di Green Hill, che avrebbe voluto la ripresa immediata di ogni attività. Uno spiraglio d’apertura invece arriva sul fronte delle strutture che, dopo le indagini della Procura di Brescia, sono state dissequestrate.

I 2.400 cani di Green Hill, perciò, rimangono in consegna delle associazioni animaliste e per loro si paventa la possibilità di un affido definitivo. A quanto pare, l’ipotesi di maltrattamenti sugli animali parrebbe avere del fondamento, anche se bisognerà attendere il processo vero e proprio per conoscere le decisioni delle corti. Nel frattempo Lav e Legambiente potranno continuare nella loro attività di ricerca di famiglie e strutture pronte a ospitare i tanti Beagle, interrotta momentaneamente nella giornata di ieri.

Su Green Hill pesano pesanti accuse, aggravate dal fatto che gli inquirenti avrebbero rinvenuto dei congelatori pieni di carcasse di cani non regolarmente registrati all’anagrafe canina, oltre che a un tentativo di modifica dei computer dell’azienda da remoto. Nel polverone delle polemiche è finita anche l’Asl locale, accusata da associazioni come Freccia45 e Oipa di negligenza, per aver concesso licenze “facili” alla struttura di sperimentazione di Montichiari. Accuse che l’Asl stessa rimanda al mittente e su cui, con tutta probabilità, sarà ancora la giustizia a decidere.

3 agosto 2012
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