Green Hill: niente ricorso, Beagle per sempre agli affidatari?

UPDATE:: Ci giunge segnalazione di come l’adozione definitiva per le famiglie affidatarie non sia ancora certezza, lo segnaliamo quindi in apertura d’articolo e ci scusiamo per eventuali fraintendimenti.

Si sarebbe dovuto discutere oggi il ricorso di Green Hill in Cassazione per ottenere la restituzione dei Beagle consegnati alle famiglie affidatarie, ma l’udienza sarà soltanto una formalità. A quanto pare, l’azienda di Montichiari avrebbe deciso di rinunciare al ricorso stesso, decretando così la piena libertà dei tanti cani sequestrati. Ufficiosamente, perciò, i cuccioli rimarranno per sempre alle famiglie che han deciso di offrire loro amore e una casa.

>>Scopri l’affido dei cani di Green Hill

Lo comunicano LAV e Legambiente, le due organizzazioni indicate dal giudici di gestire gli affidi temporanei dei Beagle sequestrati in quel di Brescia. Qualche tempo fa l’allevamento aveva ottenuto il dissequestro della struttura, non ottenendo però il diritto alla riconsegna dei cani. L’azienda aveva quindi deciso di ricorrere in Cassazione, ma lunedì pare vi sia stato un repentino cambio d’orientamento. Le vere ragioni alla base di questa scelta non sono note e si attende la conferma ufficiale nel pomeriggio in sede dibattimentale, ma di certo è una vittoria per le migliaia di italiani che hanno deciso di spendere così tante energie per la causa della lotta allo sfruttamento animale.

I 2.600 cani affidati pare che non corrano più alcun rischio e la possibilità che dall’affidamento si passi a un’adozione vera e propria sembrerebbe ormai una certezza. La notizia del ricorso in Cassazione aveva provocato il malcontento e le ire di tutti i volontari animalisti, pronti a opporsi alla legge qualora si fosse ordinata la restituzione degli animali, con tanto di fiaccolate di protesta. Scongiurato questo destino, i volontari si stringono ora attorno ai 13 attivisti e al processo che li vede imputati per le violazioni della struttura durante la liberazione dei Beagle della scorsa primavera.

>>Scopri la protesta contro la riconsegna dei cani di Green Hill

Secondo le associazioni coinvolte, Green Hill potrebbe aver rinunciato al ricorso per evitare ulteriori conseguenze mediatiche o semplicemente perché convinta di non poter ottenere una sentenza favorevole. Così spiega LAV:

«Questa ritirata fa supporre che a una nuova valutazione del caso, la ditta abbia finalmente capito che non aveva alcuna possibilità di vincere e fa ben sperare per il buon esito della vicenda giudiziaria».

Eventuali aggiornamenti verranno forniti nel corso del pomeriggio, mentre l’udienza per i 13 animalisti è stata rimandata a data da definirsi per un vizio di forma.

Fonte, Il Fatto Quotidiano

21 febbraio 2013
I vostri commenti
Stefano Gigante, martedì 7 maggio 2013 alle15:56 ha scritto: rispondi »

Trovo questo articolo completo e ben scritto, e molto più "centrato" e coi piedi per terra di altre testate, in quanto fa riferimento alle dichiarazioni della LAV ( http://www.lav.it/index.php?id=1967 ) nel ricordarci come, con oggi, abbiamo fatto un grande passo avanti, abbiamo letteralmente vinto una battaglia, ma il giudizio continua. Con lo sforzo di tutti, anche quello degli affidatari. Che articoli come questo possano sempre accompagnarci, cosicché tutti sapranno come coordinarsi per gestire una vicenda complessa, il cui destino riguarda e pertiene non solo questo questi cani, ma potrebbe fare da ago della bilancia dell'intero concetto di "diritto vivente" sul confine tra ricerca e maltrattamento.

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