La rete segue con attenzione e passione la vicenda dei 12 attivisti, autori della liberazione dei Beagle rinchiusi a Montichiari in provincia di Brescia. La vicenda di Green Hill da anni scuote gli animi e infiamma le coscienze di chi è contrario alla sperimentazione, da tempo l’allevamento bresciano è sotto l’occhio vigile dei manifestanti e della stampa. La struttura è di proprietà della multinazionale Marshall, la quale è specializzata nell’allevamento di più di 2.700 beagle tutti destinati ai laboratori universitari e aziende farmaceutiche.

Alcuni dei manifestanti, che ciclicamente si radunano davanti allo stabilimento, sabato, hanno interrotto simbolicamente e fisicamente questa catena di montaggio della morte. Hanno superato le recinzioni e liberato un numero consistente di piccoli cuccioli di beagle. Le immagini dei cani che venivano salvati dalla vendita ha fatto il giro dei social network, della stampa e del Web. La notizia ha attraversato i confini nazionali fino ad arrivare dall’altra parte dell’oceano. Un gesto che però non ha giovato ai 12 attivisti i quali sono finiti in manette con l’accusa di rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata. Come sempre Facebook si è mosso per primo e una rete di avvocati, specializzati in materia, si sono offerti per difendere e tutelare gratuitamente le 12 persone.

Ma secondo le ultime notizie la vicenda degli attivisti si sta avviando verso una risoluzione positiva, verranno tutti scarcerati lunedì pomeriggio e solo per tre di loro si prospettano gli arresti domiciliari. I protagonisti di questa vicenda sono tutte persone comuni: insegnanti, studenti e impiegati colpevoli, se così si può definire, di non stimare la scelta medica della sperimentazione. Un’operazione il più delle volte che si discosta dall’obiettivo medico e scientifico, ma solitamente impiegata per testate sostanze chimiche o prodotti da lanciare sul mercato come le sigarette e additivi tossici. In rete gira un video anonimo con i cuccioli liberati in compagnia di un cartello e un messaggio contro la pratica. Il gesto simbolico ha ottenuto l’attenzione mediatica che da tempo meritava, nella speranza che l’interesse dell’opinione pubblica rimanga alto e partecipativo fino alle prossime manifestazioni di protesta.

30 aprile 2012
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