Green Hill: non cessano le polemiche della fase post sequestro all’allevamento degli orrori – così come l’ha definito la stampa – in quel di Brescia. Lav e Legambiente, le due associazioni designate dalla Procura per la gestione e l’affidamento momentaneo dei cuccioli di Beagle, hanno diffidato formalmente l’Asl veterinaria di Montichiari. Le ragioni? A loro avviso, starebbe ostacolando le operazioni di custodia dei cani.

Non è la prima volta che fra le associazioni e l’Asl locale si creano dei dissidi: negli scorsi giorni, Freccia45 e l’Oipa hanno accusato l’azienda sanitaria di non essere intervenuta tempestivamente per fermare i maltrattamenti di Green Hill, concedendo licenze che mai si sarebbero dovute rilasciare. Oggi l’accusa di un immotivato ritardo nella consegna degli esemplari, che l’Asl motiva con la necessità di microchippatura dei cani.

Al centro delle polemiche il veterinario Enrico Stretti che, secondo Lav e Legambiente, ostacolerebbe l’incarico deciso dalla Procura con una non urgente richiesta di microchippatura dei cani, esemplari già tatuati e quindi ovviamente tracciabili e riconoscibili:

«Dopo ben tre giorni di affidamenti dei cani, Stretti ha ritenuto di presentarsi senza alcun atto scritto, comunicando ai custodi giudiziari di dover eseguire la microchippatura dei cani usciti dall’allevamento, presso la piazza dove sono in corso anche oggi le operazioni di affidamento. Il dottor Stretti ha inoltre richiesto informazioni già note ai suoi uffici. Una fase non prevista né dovuta, considerando che i cani hanno comunque un tatuaggio di riconoscimento e sono oggetto di un formale atto che li pone sotto la responsabilità dei custodi giudiziari. Le attività delle associazioni sono quindi potute iniziare, anche se con ritardo, dalle 10.30. L’azione del dottor Stretti ha avuto come risultato il ritardo nell’avvio della giornata di affidi. L’Asl veterinaria, custode giudiziaria della struttura e dei cani, fino al momento dell’uscita, assieme ad azienda e Comune, ha infatti avuto e ha in obbligo dalla Procura la microchippatura dei cani presenti all’interno, che non lo erano al momento del sequestro, nonostante l’obbligo di legge previsto da anni, che Asl e Green Hill sono tenute a rispettare.»

In definitiva, Lav e Legambiente si domandano perché l’Asl non abbia proceduto alla microchippatura quando obbligata a farlo, ovvero durante la permanenza dei cani a Green Hill, e insista invece ad attuarla ora, quando la Procura ha già designato le due associazioni come uniche destinatarie del controllo dei Beagle.

1 agosto 2012
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