AGGIORNAMENTO: le dichiarazioni su Green Hill tratte dall’intervista del Corriere non sono state confermate nel successivo prosieguo della vicenda. Si ricorda come l’articolo, del 2012, non possa naturalmente riflettere gli aggiornamenti successivi.

Continuano le proteste contro Green Hill, la sede specializzata in allevamento per la sperimentazione in quel di Montichiari in provincia di Brescia. A parlare è oggi una giovanissima attivista, Benedetta Barsotti, che con coraggio si è svelata ai microfoni del Corriere della Sera.

Ventunenne pisana, vegetariana da quando ne ha 16, Benedetta ha raccontato il momento della liberazione dei Beagle. Purtroppo il cane da lei salvato è stato riconsegnato dalle autorità a Green Hill: una volta identificata, i carabinieri le hanno sottratto l’animale. Cane che, secondo quanto riportato dalla giovane, presenta una lunga cicatrice dall’addome alla gola, più altre due ferite rimarginate alla testa.

«Mi hanno strappato il cane che tenevo tra le braccia. Non l’avrei mai abbandonato. Quando mi hanno trovato, ho implorato i carabinieri di lasciar libero l’animale, ma è stato inutile. Ora sono preoccupata. […] Non per me, per il beagle che avevo trovato. Aveva una cicatrice lungo tutto l’addome, fino alla gola, e altre due in testa. Ho paura che sia stato vivisezionato».

Benedetta dovrà ora rispondere dei reati di furto, resistenza a pubblico ufficiale e violazione di domicilio, ma non appare preoccupata per le sue sorti giudiziarie. Nel suo futuro spera vi sia un’occupazione che le permetta di stare a contatto con gli animali, mentre è in attesa di sapere quale sarà la mossa del Senato sulla legge contro violenza e vivisezione animale. Nulla è dato sapere, invece, sulle condizioni del Beagle riconsegnato a Green Hill: un destino diverso da quello dei suoi compagni di liberazione che, come si è avuto modo di scoprire ieri, sono ora tutti custoditi da amorevoli famiglie, seppur non sia dato sapere la loro identità.

9 maggio 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento