Green Hill: continuano le polemiche sull’allevamento di Beagle a scopo sperimentazione, sequestrato dalla Procura di Brescia negli scorsi giorni. Dopo lo scioccante rinvenimento di cani uccisi conservati in congelatore, è oggi il turno dell’Asl bresciana a controbattere gli attacchi incrociati degli animalisti: non avrebbe provveduto in tempo alla salvaguardia degli animali.

A lanciare la protesta è l’associazione Freccia45, guidata da Susanna Chiesa, la quale sostiene che l’Asl negli anni abbia solo comminato sanzioni a Green Hill senza però revocarne l’autorizzazione alle attività. E a fare eco ci pensa l’OIPA, pronta a dare battaglia all’ASL in sede legale.

Proprio le guardie zoofile dell’OIPA, durante un precedente sopralluogo, avevano rinvenuto a Green Hill diverse irregolarità, non controfirmate dalla stessa Asl. Per questo motivo l’associazione si dice pronta a fare guerra:

«OIPA si riserva di intraprendere ogni iniziativa legale a carico dell’Asl di Brescia e dei soggetti competenti della direzione veterinaria del Ministero della Salute al fine di verificarne eventuali inadempienze o commissione di illeciti di natura amministrativa e penale.»

Accuse però rimandate al mittente da Francesco Vassallo, direttore sanitario dell’ASL di Brescia, il quale sostiene di aver fatto di tutto per risolvere l’annosa questione dell’allevamento più chiacchierato dello Stivale:

«In questi anni abbiamo rilevato diverse irregolarità dentro Green Hill e le abbiamo denunciate. Abbiamo fatto anche di più di quello che ci competeva. […] Lo scorso marzo abbiamo rinvenuto acqua rossa e abbiamo verificato che non fosse tossica e poi ci siamo assicurati che l’acqua degli abbeveratoi fosse potabile […] Nel 2011 l’Asl era riuscita a ottenere dalla Green Hill che ai cuccioli fosse applicata almeno una fascetta collare per identificarli, con il codice della madre e un numero progressivo. […] La Green Hill ha ottenuto una deroga dalla Regione e quelli della Regione sono intelligenti. Se l’hanno deciso si vede che potevano farlo. E noi ci siamo attenuti a quanto diceva un organo superiore.»

Ma proprio la fascetta multicolore desta i dubbi degli attivisti: la legge prevede che ogni cane sia dotato di microchip identificativo, le fascette non hanno alcun valore ai fini identificativi. Come andrà a finire l’ennesima battaglia targata Green Hill?

25 luglio 2012
I vostri commenti
giovanni , giovedì 15 agosto 2013 alle17:01 ha scritto: rispondi »

A proposito di maltrattamenti di animali, in Lombardia domenica 11 agosto2013 sul monte Avaro a Cusio (Vallebrembana) Bg.si è svolta la “gara cani da pastore con bovini” con 78 cani concorrenti ( nel 2012 addirittura 94) che per tre ore consecutive abbaiando e mordendo, come specificato anche nel resoconto giornalistico allegato) spostavano la piccola mandria di mucche. I cani, uno per volta con rapidissime corse inseguivano e mordevano a piu’ non posso le mucche perché venivano premiati i proprietari dei cani che riuscivano a spostare la mandria piu’ velocemente. I 78 cani si alternavano ma le mucche erano sempre le stesse!! Le autorita’ veterinarie preposte alla vigilanza del benessere animale e le varie istituzioni collegate dove erano? Non occorre essere esperti per capire lo stress e la sofferenza cui venivano sottoposte poche mucche inseguite a morsi per tre ore da 78 cani! Perché nessuno è intervenuto? Queste manifestazioni vengono reclamizzate per tempo tutti gli anni per cui non ci sono scusanti. Si potra’ vedere lo stesso spettacolo Venerdi 16 a passo Crocedomini-Breno, Bs, dove negli anni scorsi si sono contesi il titolo 60/70 cani ogni anno. Una terza gara, organizzata dall’ERSAF(Ente Regionale Foreste)si terra’’ a Morterone (Lecco)il 18 agosto p.v.con la partecipazione limitata come da regolamento ai primi 30 cani iscritti,condotti da allevatori di pecore o mucche, con la precedenza a allevatori iscritti alla Camera Commercio. Giovanni Ducoli Darfo, li 14 agosto 2013

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