L’allevamento di Beagle di Green Hill è stato sequestrato questa mattina dal Corpo Forestale dello Stato. L’accusa per la struttura di Montichiari, in provincia di Brescia, è quella di maltrattamento degli animali: posti quindi i sigilli sui 5 capannoni dell’azienda, mentre tutti i cani sono stati sequestrati e affidati alle cure di personale esperto.

Si tratta del primo passaggio legale di una polemica che dura da anni, culminata la scorsa primavera con la liberazione di molti Beagle da parte degli attivisti animalisti. Green Hill è un allevamento di cani a scopo di sperimentazione e vivisezione e, già dall’azione di protesta, è parso subito chiaro come le condizioni degli esemplari fossero preoccupanti. Molti attivisti, infatti, hanno testimoniato la presenza di cicatrici anomale sul corpo dei cani, alcune addirittura lunghe dal collo al ventre dei cuccioli.

Di pochi giorni fa, invece, la pubblicazione sulla stampa di alcune intercettazioni, che proverebbero come a Green Hill sia stata messa in atto una soppressione non autorizzata di cani per evitare che questi potessero rientrare nell’anagrafe canina. Oggi il sequestro definitivo ad opera del Corpo Forestale, coadiuvato dai comandi provinciali di Bergamo, Brescia e dal NIRDA, il Nucleo Investigativo per i Reati contro gli Animali. A disporre il sequestro è la Procura di Brescia.

La vicenda di Green Hill è arrivata anche in Parlamento, con una proposta di legge per vietare l’allevamento di animali a scopo vivisezione in Italia, che ha visto Michela Vittoria Brambilla fra i più agguerriti sostenitori. Sul fronte opposto Carlo Giovanardi e il suo accorato appello affinché la sperimentazione animale non cessi d’esistere.

18 luglio 2012
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