Comincerà lunedì 23 giugno presso il Tribunale di Brescia il processo a carico di Green Hill, l’allevamento di Beagle per la sperimentazione al centro dalle cronache sin dal 2012. A essere imputati i gestori, accusati di maltrattamento dei cani presenti in cinque dei capannoni che compongono la struttura. Dall’altra parte LAV, l’associazione denunciante, dichiaratasi parte offesa nel processo.

Le vicende di Green Hill tengono banco ormai da un biennio: dopo continue manifestazioni e proteste, il caso è esploso con la liberazione di cani Beagle dalla struttura per mano di alcuni attivisti animalisti. Ne sono nate delle immediate indagini dalla Procura di Brescia, che avrebbero confermato l’esistenza di situazioni d’allevamento non consone, sfociate prima nel sequestro degli animali e poi nel loro affido temporaneo a oltre 2.500 famiglie di volontari, gestite da LAV e Legambiente.

Sebbene Green Hill non possa più riaprire i battenti, così come definito dai divieti a simili attività comprese nel decreto legislativo 26-2014, il processo servirà per capire le responsabilità della gestione dell’allevamento. I cani sequestrati, invece, rimarranno con le famiglie affidatarie: con il passaggio dal sequestro probatorio a quello preventivo le possibilità di una restituzione forzata si sono fatte sempre più remote, quindi di qualche mese fa la conferma della natura definitiva del provvedimento.

Gianluca Felicetti, presidente della LAV, nel ricordare come l’associazione abbia mantenuto le promesse fatte due anni fa a sostenitori e opinione pubblica, ha così commentato l’imminente appuntamento al Tribunale di Brescia:

Dal marzo scorso l’allevamento per la vivisezione di Montichiari non può più riaprire grazie alla vincente battaglia per far inserire nel decreto legislativo 26-2014 il divieto di questo tipo di attività. Agli imputati vengono contestate azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso: privazione dei loro pattern comportamentali, comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche, ambiente inadeguato ad esprimere i comportamenti etologici propri della loro specie, eto-anomalie. […] Siamo convinti che le prove raccolte non possano lasciare dubbi sulla sentenza. Questo processo sarà un bella prova anche per misurare la fiducia nelle istituzioni.

20 giugno 2014
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