AGGIORNAMENTO: alcune delle indiscrezioni non hanno trovato conferma nella successiva evoluzione della vicenda. Si ricorda come l’articolo, del 2012, non possa naturalmente riflettere aggiornamenti successivi.

Continuano le polemiche su Green Hill, l’allevamento di Beagle a scopo di sperimentazione posto sotto sequestro dalla Procura di Brescia per maltrattamento di animali. A quanto si apprende dal Corriere della Sera vi sarebbero dei dettagli inquietanti: nei congelatori della struttura sarebbero state rinvenute 100 carcasse di cani, uccisi senza autorizzazione. Ma non è tutto, pare che proprio ieri dagli USA vi sia stato un tentativo remoto di intrusione nei server dell’azienda.

La Procura di Brescia ha ipotizzato il reato di uccisione di animali senza necessità, considerato come non vi sia alcuna motivazione alle carcasse conservate nei congelatori. Ogni animale soppresso presso queste strutture, infatti, deve essere accompagnato da un apposito iter burocratico, affinché ve ne sia traccia. Una pratica che pare non fosse seguita da Green Hill, considerato come oltre 400 sarebbero i Beagle trovati privi del microchip.

Sorprendente è, inoltre, il tentativo di accesso remoto ai server dell’azienda proveniente dagli USA. Gli esperti informatici nominati dalla Procura avrebbero assistito in diretta all’intrusione informatica indebita, forse perpetrata per cancellare o modificare file dell’azienda. Non si tratta, tuttavia, di una certezza: gli addetti lasciano intendere che se ne saprà di più nei prossimi giorni, al termine delle primissime indagini.

Nel frattempo sono 2.500 i cani Beagle liberati da quello che è stato definito un allevamento lager: al momento sono sotto sequestro e in custodia al Corpo Forestale dello Stato, ma non si esclude che in futuro possano essere resi adottabili, così come il popolo del Web sta richiedendo a gran voce.

20 luglio 2012
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