L’Unione Europea punta sulla mobilità elettrica e lo fa sostenendo l’iniziativa “Green eMotion“, che nei prossimi quattro anni cercherà di tracciare le linee guida che dovranno condurre i paesi europei verso una forma di mobilità ecosostenibile, meno legata rispetto ad oggi agli idrocarburi fossili e di conseguenza più “pulita”.

Il progetto “Green eMotion” ha un valore di 41,8 milioni di euro, di questi ben 24,2 milioni arriveranno proprio dall’UE, interessata a finanziare e incentivare la ricerca delle migliori tecnologie nel settore, in modo da mettere a confronto le iniziative dedicate all’auto elettrica (12 in tutto) messe in atto in otto degli stati membri, al fine di capire su quali tecnologie puntare, cioè su quali tipologie di vetture e relative infrastrutture di ricarica, che ad oggi rimangono forse il punto da superare più importante tra quelli in grado di poter mettere un freno allo sviluppo e alla diffusione dell’auto elettrica.

Come rilevato dal Commissario ai Trasporti dell’Unione Europa Siim Kallas, il settore dei trasporti dipende oggi per il 96% dal petrolio ed è quindi una situazione non sostenibile. Per questo motivo, a Bruxelles si cercano vie alternative che dovrebbero portare a tracciare una roadmap che entro il 2050 consentirà di ridurre le emissioni degli autoveicoli circolanti sul territorio europeo di almeno il 60%.

Per questo motivo il progetto “Green eMotion”, che rientra all’interno della “European Green Cars Initiative“, assume un ruolo di particolare rilievo in una fase che si può definire di transizione per il mondo della mobilità in generale, divisa tra chi ha ormai capito che non si può proseguire sulla strada della dipendenza dal petrolio e chi, al contrario, si dice dubbioso sul futuro dell’auto elettrica a causa degli alti costi che una sua diffusione imporrebbe.

1 aprile 2011
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