Trecento miliardi di euro all’anno. A tanto ammonta il valore di una transizione verso un’economia sostenibile in Europa che punti tutto sull’efficienza energetica. A rivelarlo è il WWF nel suo ultimo report intitolato “Dalla crisi all’opportunità. Cinque passi verso economie europee sostenibili”.

L’analisi presentata a Bruxelles in occasione di un incontro dei 28 ministri delle Finanze europei traccia una “roadmap” per uscire dalla crisi economica combattendo il riscaldamento globale e preservando al contempo l’ambiente e le risorse naturali. Per realizzare il report gli analisti del WWF hanno utilizzato i dati di oltre 400 studi sulle potenzialità della Green Economy sui danni dell’inquinamento e sui costi dello sfruttamento eccessivo delle risorse ambientali.

L’associazione ambientalista analizza le ricadute economiche e occupazionali dello sviluppo della Green Economy nell’Unione Europea. La transizione verso un’economia sostenibile potrebbe creare ben 20 milioni di nuovi posti di lavoro da qui al 2020.

Il WWF sottolinea che il disastro ecologico sta causando, silenziosamente, danni economici superiori a quelli provocati dalla crisi. Solo a causa delle alluvioni, esacerbate dai cambiamenti climatici, l’Europa è stata costretta a sborsare 150 miliardi di euro in dieci anni. Ancora più salato il conto dell’inquinamento che costa 537 miliardi di euro all’anno agli europei.

Il collasso degli ecosistemi ha effetti negativi anche sul settore industriale. Le industrie del Vecchio Continente sono infatti costrette a importare materie prime, ormai irreperibili in Europa, per un totale di 300 miliardi di euro. Risorse ingenti sottratte allo sviluppo e alla ricerca tecnologica.

Il WWF ha individuato cinque settori strategici in cui investire nei prossimi 5 anni per rendere più sostenibile l’economia europea. Il primo accorpa clima ed energia, due politiche che dovranno proseguire di pari passo. Gli investimenti massicci a sostegno delle fonti rinnovabili, del risparmio energetico e dell’efficienza energetica porteranno infatti a una conseguente riduzione delle emissioni.

Il secondo ambito di intervento è l’efficientamento delle risorse. L’Europa dovrà puntare su un’economia circolare, riciclando le materie prime e valorizzando i rifiuti trasformandoli da scarti a risorsa.

Il terzo passo per rendere più sostenibile l’economia europea è il taglio dei sussidi alle fonti fossili. I Governi dovranno inoltre punire più severamente chi danneggia l’ambiente chiedendo un risarcimento a chi inquina e spreca risorse.

Nella sua roadmap il WWF chiede poi una leadership globale nello sviluppo sostenibile e una strategia climatica che fissi obiettivi ambiziosi da qui al 2050. Come ha sottolineato Sébastien Godinot, prima firma del rapporto, i Governi europei devono iniziare a pensare in modo più lungimirante:

Invece di perseguire il solito trend di crescita che prima inquina poi pulisce il presidente Juncker e i leader europei dovrebbero stare più attenti ai veri sintomi delle nostre economie malate: l’impoverimento delle risorse naturali e la mancata considerazione di questa straordinaria ricchezza da parte dei mercati. Il messaggio è molto semplice: nessuna economia può svilupparsi senza risorse naturali.

10 marzo 2015
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