Green economy, WWF: crisi economia si supera con imprese sostenibili

La green economy aiuterà il mondo a superare la crisi economica e ambientale. A sostenerlo il WWF, che ha accolto con favore i primi sviluppi degli incontri all’interno di Ecomondo 2012, in programma fino al 10 novembre a Rimini. Al suo interno ricordiamo anche gli Stati Generali della Green Economy.

Proprio i lavori degli Stati Generali della Green Economy sono stati accolti con vivo interesse da parte di WWF Italia. A confermalo il presidente Stefano Leoni, che vede per il futuro delle imprese “verdi” opportunità e sviluppo da non sottovalutare:

La vera opportunità per le imprese che investono nella green economy è saper cogliere la sfida della conversione dei mercati e dei relativi modelli di produzione e di consumo verso la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, investendo in un’economia a bassa intensità di carbonio, sviluppando filiere di approvvigionamento meno impattanti e investendo nella funzionalità degli ecosistemi. In quest’ottica il Wwf Italia guarda con molto interesse al percorso avviato dagli Stati Generali della Green Economy.

Opportunità da non sottovalutare, ma anche rischi da tenere in debita considerazione. WWF Italia torna quindi a chiedere con forza nuovi indicatori che sappiano superare il PIL, tenendo conto non soltanto del benessere economico, ma anche della reale capacità di amministrazione e valorizzazione del patrimonio ambientale e dell’ecosistema. Un rischio che sembra coinvolgere direttamente anche l’Italia:

La green economy può essere la chiave di volta per uscire dalla crisi economica ed ecologica attuale: l’esperienza infatti dimostra che non vi è incompatibilità tra gli obiettivi di sviluppo e benessere dell’umanità e la necessità di preservare e gestire in modo sostenibile le risorse del Pianeta che ci ospita, oggi gravemente minacciate dagli attuali sistemi di produzione. Secondo l’Ecological Footprint, infatti, consumiamo le risorse naturali di 1,5 pianeti.

In Italia arriviamo addirittura a consumare le risorse naturali equivalenti a 2,5 Pianeti. Stiamo accumulando un debito ben più grave di quello monetario che peserà ulteriormente sulle future generazioni. Se non interveniamo con la stessa intensità che propone il Governo nel settore economico, l’Italia è destinata ad un “default ambientale” nel giro di pochi anni

8 novembre 2012
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 8 novembre 2012 alle23:30 ha scritto: rispondi »

Sono perfettamente daccordo che bisogna razionalizzare ed ottimizzare lavorazioni e risorse, ma ricordiamoci anche, con logica lapalissiana, che se la "focaccia" è unica, più aumenta il numero di bocche da sfamare e sempre più piccola diventa la fettina individuale. 

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