In occasione di Expo 2015 ha visto la luce nei giorni scorsi il manifesto della Green Economy per l’agroalimentare, redatto e sottoscritto dalle imprese più virtuose del Paese. Il documento presentato a Roma presso la Sala dell’Aranciera del Museo dell’Orto
Botanico traccia il percorso della filiera agroalimentare globale verso uno sviluppo sostenibile, capace di apportare benessere e ricchezza sia alle popolazioni che al territorio.

Il Manifesto è stato elaborato attraverso un ampio processo partecipativo dei gruppi di lavoro degli Stati Generali della Green Economy e approvato
al Consiglio Nazionale della Green Economy che raggruppa 65 organizzazioni di imprese green. Contiene 7 proposte per ridurre l’impatto ambientale e sociale della produzione agroalimentare:

  1. Applicare i principi della Green Economy all’agricoltura per produrre cibo di qualità, assicurare un reddito dignitoso ai contadini e rispettare le risorse naturali;
  2. Rendere l’agricoltura multifunzionale, affiancando alle coltivazioni la produzione di bioenergie e affidando agli agricoltori il compito di presidiare il territorio;
  3. Contrastare i cambiamenti climatici, adottando strategie per contenere i gas serra, risparmiare risorse idriche e migliorare la resilienza di piante e terreni al riscaldamento globale;
  4. Rinunciare alla coltivazione degli OGM in campo aperto e ad altre pratiche agricole insostenibili come le coltivazioni intensive;
  5. Privilegiare l’agricoltura a chilometro zero e potenziare i controlli sulla sicurezza alimentare, prevenendo contraffazioni e frodi;
  6. Puntare su un’economia circolare, combattendo con ogni mezzo gli sprechi alimentari e sfruttando i sottoprodotti per altri utilizzi industriali.
  7. Ridurre il consumo di suolo e arrestare la cementificazione che sottrae ogni anno migliaia di ettari all’agricoltura.

Il Manifesto della Green Economy per l’agroalimentare verrà tradotto in inglese e in francese e diffuso a livello internazionale con l’obiettivo di promuovere in tutto il mondo le buone pratiche già adottate da migliaia di aziende italiane.

Il settore agroalimentare italiano è un modello di successo che genera ogni anno un valore aggiunto di oltre 260 miliardi di euro, dando lavoro in modo stabile a 3,3 milioni di persone. L’incidenza sul PIL del comparto è dell’8,7%.

L’agricoltura italiana sta inoltre contribuendo ad aumentare la fetta di rinnovabili del mix energetico nazionale, con una produzione di 7,8 milioni di Tep. Oggi 21.550 aziende agricole italiane possiedono almeno un impianto a energia rinnovabile.

L’impegno delle imprese agricole green, dal 1990 al 2013, ha consentito di risparmiare l’immissione in atmosfera di 10 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Dai dati presentati è infine emerso che oggi ben il 10% dei suoli agricoli italiani è destinato alle coltivazioni biologiche, con enormi vantaggi per gli ecosistemi rurali e la salute dei consumatori.

1 luglio 2015
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