Il Governo Gentiloni si è da poco insediato. Il nuovo esecutivo è chiamato a proseguire il cammino intrapreso dal Governo Renzi. Un compito non facile perché sul tavolo sono rimaste aperte questioni importanti: dalla legge elettorale all’emergenza disoccupazione. Al Ministero dell’Ambiente è stato riconfermato il ministro Gian Luca Galletti e non sono attesi grossi cambiamenti sulla strategia già avviata dal Governo Renzi.

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In una lettera aperta al neo Governo Gentiloni Legambiente ha indicato cinque priorità da inserire nell’agenda ambientale. Consapevole che il tempo a disposizione del nuovo Governo sarà limitato, l’associazione ha chiesto ai ministri di ottimizzare il loro operato focalizzandosi sulle seguenti emergenze:

  1. Una rapida ricostruzione dei Comuni terremotati;
  2. Un maggiore sostegno al settore delle energie rinnovabili;
  3. Strategie efficaci per ridurre il consumo di suolo e promuovere l’edilizia rigenerativa;
  4. Una lotta serrata allo smog;
  5. Un piano per la mitigazione dei cambiamenti climatici;

Riguardo alla gestione del post-terremoto l’associazione ambientalista chiede all’esecutivo di accorciare i tempi di uscita dall’emergenza e di avviare al più presto la fase di ricostruzione, mettendo in sicurezza le abitazioni, i beni culturali e ristrutturando con criteri antisismici e ispirati all’economia circolare. A questo proposito Legambiente propone di riciclare le macerie ottenendo materiali sostenibili per la ricostruzione.

L’associazione ha chiesto al Governo Gentiloni un maggiore impegno anche sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2, che deve concretizzarsi in una graduale e piena transizione verso le fonti rinnovabili. Legambiente sottolinea che con l’attuale strategia energetica e industriale l’Italia non raggiungerà il taglio del 38% fissato per il 2030, né i target più ambiziosi del 60% stabiliti alla COP21 di Parigi.

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Per frenare la cementificazione selvaggia e favorire la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano Legambiente chiede al Governo di rendere stabile l’ecobonus. Gli edifici italiani dovranno essere resi più efficienti e sicuri, a partire dalle scuole. Inoltre l’Italia dovrà impegnarsi in sede europea per l’approvazione di una legge a tutela del suolo.

Per dissipare la cappa di smog che avvolge decine di città italiane gli ambientalisti suggeriscono al Governo di incentivare la mobilità elettrica; aumentare l’offerta del trasporto pubblico; promuovere i servizi di mobilità condivisa; informare i cittadini sui vantaggi degli impianti di raffrescamento e riscaldamento a basso impatto e a energia rinnovabile.

L’associazione invoca misure urgenti contro il dissesto idrogeologico e per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Un tema necessariamente prioritario dal momento che 6 milioni di italiani vivono in aree a rischio frane e alluvioni. Legambiente invita infine il Governo a riconoscere lo status di rifugiati climatici ai profughi che scappano da carestie e povertà causate dal riscaldamento globale.

Come ha sottolineato la presidente di Legambiente Rossella Muroni la strada per la ripresa economica italiana e il percorso per la sostenibilità ambientale convergono:

Si tratta di cinque priorità indispensabili per dare al Paese un futuro moderno e innovativo, ma anche per un’Italia più solidale, perché la crisi ecologica e quella sociale sono due facce della stessa medaglia e l’una non si risolve senza l’altra e viceversa.

15 dicembre 2016
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