Investire nella Green Economy raggiunge un triplice scopo: contrastare i cambiamenti climatici, aiutare le imprese a uscire dalla crisi in modo sostenibile a lungo termine, creare nuovi posti di lavoro. Lo sanno bene le 340 mila aziende italiane che hanno scelto di puntare su innovazione e tecnologie pulite per ripartire.

Secondo i dati diffusi ieri da Unioncamere e Fondazione Symbola nel report GreenItaly 2014, in Italia il settore che ha investito maggiormente nella riduzione delle emissioni e dell’impatto ambientale è quello manifatturiero. Il 33% delle aziende del comparto ha infatti scelto la Green Economy.

I posti di lavoro creati dalle imprese green ammontano a 3 milioni. Il valore aggiunto generato dal settore è pari a 101 miliardi di euro. Secondo gli analisti è impensabile, in un momento di così grave crisi economica e occupazionale, ignorare questi dati e non proseguire con ancora più slancio e determinazione in questa direzione. Come spiega Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola:

Non usciremo dalla crisi come ci siamo entrati, non ci metteremo alle spalle questa tempesta perfetta se non cambiando e imboccando con convinzione la via della Green Economy, che è anche la strada maestra per contrastare i mutamenti climatici. Scommettendo sull’innovazione, la qualità, la bellezza per rinnovare il suo saper fare, la sua vocazione imprenditoriale e artigiana. L’Italia, insomma, deve fare l’Italia.

Dal report emerge che le green valleys italiane si trovano perlopiù concentrate nel Nord del Paese, che da solo possiede 170 mila delle 341.500 imprese green italiane. Nel Meridione le aziende sostenibili sono circa 94 mila, mentre nel Centro Italia se ne contano 65 mila.

In testa alla classifica delle regioni che più hanno investito nella Green Economy troviamo la Lombardia dove solo quest’anno il settore impiegherà 13.100 persone. Sono 62 mila le aziende lombarde che hanno operato degli ecoinvestimenti.

Segue il Veneto con 5.000 nuove assunzioni nel 2014. La Provincia che vanta più assunzioni in assoluto è quella di Milano con 8 mila unità, seguita da Roma a quota 4.700 e da Torino a 3.300. Molto più indietro Napoli che nel 2014 impiegherà nelle sue imprese green 1.500 nuovi lavoratori.

Dal rapporto emerge che le prospettive per il futuro sono più che verdi: nel primo semestre del 2013 in Italia sono state avviate 33.500 start-up green. Non a caso l’Italia vanta un primato virtuoso in Europa: è l’economia con il più basso tasso di carbonio. Ogni milione di euro prodotto le emissioni di CO2 generate ammontano a 104 tonnellate, rispetto a Paesi più inquinanti come la Germania che sfiora le 143 tonnellate per milione di euro.

5 novembre 2014
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