Trasformare i rifiuti da problema a risorsa, recuperando preziose materie prime, riducendo la mole di spazzatura che confluisce nelle discariche e creando occupazione. Delle sfide ambientali che attendono l’Italia nei prossimi anni ha parlato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti all’indomani della chiusura del semestre italiano di Presidenza del Consiglio Europeo.

Galletti ha sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, stabiliti in sede comunitaria, non deve essere più visto come una “sventura” o un obbligo imposto dall’Unione bensì come un’opportunità per il Paese, un volano per lo sviluppo sostenibile in un’Italia in cui la crescita è ormai ferma da troppi anni. Secondo il ministro è ormai evidente che la Green Economy possiede il potenziale per tornare a far crescere il Paese, rendendolo più competitivo a livello internazionale.

Il ministro dell’Ambiente ha tirato le somme del semestre italiano alla presidenza del Consiglio UE sotto il profilo ambientale. Una delle vittorie più importanti conseguite nel corso della presidenza italiana riguarda, sostiene Galletti, il diritto di divieto degli OGM nei singolo Stati membri. Ogni Paese dell’Unione potrà infatti decidere se vietare o meno la coltivazione delle colture geneticamente modificate sul proprio territorio, senza dover ricorrere a continue moratorie come accaduto finora.

Negli ultimi sei mesi sono stati approvati altri provvedimenti cruciali per la riduzione dell’inquinamento: dalla messa al bando dei sacchetti di plastica ai nuovi obiettivi stabiliti per le emissioni del traffico marittimo. L’Europa a ottobre ha inoltre trovato un nuovo accordo per la riduzione delle emissioni di CO2 che fissa al 40% i tagli di gas serra.

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La fetta di rinnovabili dovrà raggiungere il 27% così come l’efficienza energetica. Per Galletti si tratta di un accordo storico. Il ministro dell’Ambiente ha illustrato il principale obiettivo che cercherà di centrare l’Italia nei prossimi anni:

Il piano industriale del Paese da qui al 2030 sarà fondamentale per il rilancio dell’economia e vedrà il passaggio da un’economia lineare ad una circolare, perché le materie prime non sono infinite.

Tra i prossimi passi del Governo sul fronte della sostenibilità ambientale figurano la Carta di Roma per la tutela della biodiversità; la Carta di Bologna per la riduzione degli sprechi alimentari e la Carta di Livorno per la protezione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse marine.

19 gennaio 2015
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