Le imprese italiane credono nella Green Economy come percorso di rilancio e crescita. Lo dimostrano gli ultimi dati pubblicati dalla Fondazione Symbola. A imboccare la strada dello sviluppo sostenibile sono state oltre 385 mila aziende del Belpaese. Nell’industria e nei servizi il 26,5% delle imprese ha puntato sulla Green Economy, percentuale che sale al 33% nel manifatturiero.

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Numeri che testimoniano il periodo florido che sta vivendo la Green Economy italiana, a cui si deve la creazione di un valore aggiunto di 190,5 miliardi di euro, corrispondenti a una fetta del 13% dell’economia del Belpaese.

Non a caso la Fondazione Symbola elenca la Green Economy tra i 10 punti di forza dell’Italia che riparte, accanto alla posizione dominante acquisita nell’esportazione manifatturiera e alla cultura.

La Green Economy sta facendo guadagnare terreno alle aziende italiane sul fronte della competitività estera. Quasi la metà delle aziende del manifatturiero che hanno puntato sull’innovazione sostenibile annovera le esportazioni tra le entrate stabili.

Nel 2015 ben il 35,1% delle aziende green ha chiuso il bilancio in positivo. Positive anche le ricadute sull’occupazione. Lo scorso anno le imprese sostenibili hanno occupato 330 mila nuovi addetti, corrispondenti a una fetta del 43,9% delle assunzioni nell’industria e nei servizi.

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L’Italia ha acquisito una posizione dominante anche nel fotovoltaico, che fornisce un apporto dell’8% nel mix elettrico nazionale, la percentuale più alta a livello globale. Le fonti rinnovabili coprono una fetta di ben il 17,1% del consumo interno lordo.

La Fondazione Symbola fa notare che il nostro Paese ha acquisto una posizione invidiabile nell’Unione Europea per efficienza energetica ed emissioni. L’Italia produce solo 107 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro prodotto, preceduta solo dalla Francia a quota 93.

Nell’economia circolare l’Italia non ha invece eguali in Europa. I rifiuti non pericolosi riciclati ammontano a 47 milioni di tonnellate, il valore più alto registrato tra gli Stati membri.

Anche l’agricoltura italiana vanta un primato green. L’Italia registra il numero più alto di imprese rurali che praticano l’agricoltura biologica. La superficie adibita a coltivazioni bio è al secondo posto in Europa per estensione.

Il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci commentando questi dati si è detto fiducioso sui risvolti dell’Accordo sul clima di Parigi per l’economia italiana:

L’Italia può essere avamposto di un’economia più forte e insieme più sostenibile e a misura d’uomo. Un’economia che può dare risposte adeguate alle nuove domande dei consumatori globali del XXI secolo: equità, sostenibilità, bellezza.

10 gennaio 2017
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