La green economy potrebbe creare 20 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2020. Lo ha dichiarato sul suo profilo di Twitter la Commissaria europea per il Clima Connie Hedegaard, precisando che solo nel settore dell’efficienza energetica potrebbero originarsi 2 milioni di nuovi occupati.

Altri 560.000 posti di lavoro entro il 2025 potrebbero arrivare dalle attività di riciclo delle materie prime trasformate, mentre 2,8 milioni di persone potrebbero lavorare nel settore delle energie rinnovabili già entro la fine di questo decennio. Una vera e propria boccata di ossigeno, osserva Hedegaard, per la martoriata economia europea.

Perché avvenga il miracolo occupazionale della green economy, però, è necessario che gli Stati membri adottino il nuovo programma di riduzione delle emissioni proposto dalla Commissione europea, che prevede una serie di misure per promuovere l’economia sostenibile.

Se l’Europa non intensificherà i suoi sforzi nella green economy – ha detto il Commissario Ue per il Clima – si correrà il rischio di perdere una quantità immensa di opportunità di lavoro in un settore fortemente qualificato.

Le stime della Hedegaard, tra l’altro, risultano anche meno ottimistiche di quelle diffuse dalla ITUC (International Trade Union Confederation), che prevedono addirittura la creazione di 48 milioni di nuovi posti di lavoro nell’Ue a 12 grazie alla green economy. Su una cosa, comunque, i due scenari coincidono: questa prospettiva potrà diventare realtà solo se gli Stati UE si impegneranno a fondo, investendo almeno il 2% del PIL nei prossimi 5 anni.

Fonte | Adnkronos

20 aprile 2012
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