Manca poco all’atteso evento della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ormai giunta alla 71 esima edizione.
Al suo interno viene ospitato per il terzo anno, il Green Drop Award, il premio organizzato da Green Cross Italia e la Città di Venezia, come riconoscimento ad un’arte cinematografica in grado di interpretare i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con attenzione alla conservazione del Pianeta e dei suoi ecosistemi, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli.

I film in gara saranno 20 e al vincitore verrà consegnata la Green Drop, una goccia di vetro soffiata artigianalmente dal maestro vetraio Simone Cenedese di Murano. Un simbolo che rappresenta quello che ciascuno di noi può essere: una goccia nel mare, ma una goccia essenziale, che sommata a tutte le altre può diventare qualcosa di grande.

Green Drop

Da tre anni questo trofeo contiene al suo interno campioni delle terre che negli ultimi anni risultano più significative nel ricordarci che il cambiamento climatico è già in atto. Quest’anno toccherà all’Antartide, nella quale ci sono, secondo quanto riferito dal presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio ai microfoni di Teleagenzia 1:

I centri di ricerca internazionali che con i carotaggi sulle nevi perenni, riescono a calcolare la presenza di CO2 nell’atmosfera che è rimasta imprigionata negli anni. Dimostrazione tangibile che dei cambiamenti climatici sono in corso.

La Giuria sarà composta, come ogni anno, da personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni, ma anche del volontariato e della scienza, figure di spicco per l’impegno ecologista e per la pace fra i popoli. La loro presenza sarà importante per valutare il film più ecologista, ma anche per essere testimoni del fatto che anche l’arte può essere un potentissimo ed efficace mezzo di informazione e sensibilizzazione nei confronti di tematiche ancora troppo trascurate, almeno dal punto di vista pratico.

A ricevere la goccia negli anni precedenti sono stati Peter Brosens e Jessica Woodworth nel 2012 con “La cinquième saison” e Amos Gitai nel 2013 con “Ana Arabia”, mentre le giurie di qualità sono state presiedute il primo anno da Ermanno Olmi, e il secondo da Mimmo Calopresti, entrambi registi di onorata fama.

Anche quest’anno la programmazione, già disponibile on line, si prospetta interessante e variegata. L’Italia parteciperà con ben tre pellicole: “Hungry hearts” di Saverio Costanzo, “Il giovane favoloso” di Mario Martone e “Anime nere” di Francesco Munzi.Oltre alla parte artistica, ci sarà spazio anche per incontri dedicati alla Green Economy e ai Green Jobs, nuove possibilità che anche il mondo del cinema oggi offre.

Col passare delle edizioni questa nicchia green del Festival sta crescendo sempre di più: quest’anno a sostenerla ci saranno anche Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e il Pnra (Programma nazionale di ricerche in Antartide). Speriamo che sia il segno di un sempre maggiore coinvolgimento in queste tematiche, a livello nazionale, ma non solo.

7 agosto 2014
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