Il 5 settembre è stato assegnato al film “Il postino” (titolo originale “Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna”), di Andrej Konchalovsky, il premio Green Drop Award 2014, assegnato da Green Cross Italia e dalla Città di Venezia.

La Green Drop, in vetro soffiato contenente un campione di terra dall’Antartide, è stata consegnata a bordo della Planet Solar, il catamarano alimentato unicamente ad energia solare, grazie ai 512 metri quadrati di pannelli solari, che dopo aver affrontato il giro del mondo, è arrivata a Venezia, dove rimarrà 6 mesi.

La giuria è stata presieduta da Silvia Scola, sceneggiatrice, autrice teatrale e vice presidente dell’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), e composta da Blasco Giurato, direttore della fotografia che ha lavorato anche sul set di “Nuovo Cinema Paradiso” e Chiara Tonelli, architetto che ha guidato il team recentemente vincitore del Solar Decathlon 2014, le olimpiadi della bioarchitettura.

“Il postino”, un film tra documentario e finzione, ha come protagonista Lyokha, il postino di Kenozero, uno sperduto paesino del nord della Russia, isolato dal resto del mondo dall’omonimo lago. Il villaggio segue antiche e ormai quasi scomparse regole di autosussistenza, nonostante nelle sue vicinanze sorga una base spaziale che usa tutte le più moderne tecnologie. Un insieme di contrasti e suggestioni che appartengono anche alla realtà in cui viviamo, e che si propone di inviare un preciso messaggio, risvegliando le coscienze e togliendo il velo dagli occhi per offrire nuove prospettive di osservazione.

Il film è stato giudicato come la migliore interpretazione dei valori della sostenibilità ambientale, tra tutti i film in concorso alla 71 esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia in quanto, secondo la giuria, è:

Un’opera di profonda riflessione sui rapporti fra uomo e uomo e fra uomo e natura, il cui futuro è nelle nostre mani se solo vorremo assumercene la responsabilità.

Si è però distinto anche per la narrazione lenta e contemplativa, che si distacca da un filone cinematografico che si caratterizza, con le parole di Konchalovsky “per l’immagine in movimento accompagnata dal suono”, rappresentando un mondo che resiste a un’occidentalizzazione che ha fagocitato la natura autentica del territorio tradizionale russo. Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award ricorda che:

I film che premiamo devono essere portatori di un messaggio di speranza per un futuro più sostenibile e solidale»,

Il premio è stato l’occasione per sottolineare quanto il cinema può fare per la divulgazione e la sensibilizzazione nei confronti di delicate tematiche ambientali, ma anche per precisare che questo settore non si sottrae a un certo impatto sull’ambiente. In Italia l’industria dei film produce ogni anno circa 5.600 tonnellate di CO2.

Esistono anche qui certificati verdi, che mirano a ridurle, ma serve una vera e propria regolamentazione. Come ha rivelato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera:

È arrivato il momento di accettare la sfida della Green economy e di scommettere sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Un processo in atto in tutto il mondo che testimonia una sempre più diffusa sensibilità per i temi dell’ambiente, radicata anche in Italia.

Al Green Drop Award si è parlato anche di questo, negli spazi dedicati alla Green Economy a ai Green Jobs, nei quali è stato presentato EcoMuvi, un disciplinare di regole che avrà lo scopo di ridurre gli impatti ambientali anche del mondo del cinema.

8 settembre 2014
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