Un’operazione condotta dalla Forestale in Puglia ha individuato un carico di grano contaminato da micotossine destinato al mercato italiano. Gli agenti della Forestale questa mattina hanno effettuato un’ispezione sulle merci in transito nel porto di Bari, controllando il carico di 4 navi che trasportavano complessivamente oltre 125 mila tonnellate di grano destinato alla produzione di pane e pasta.

Le forze dell’ordine si sono avvalse di un innovativo strumento di analisi noto come “lateral flow test”, che ha permesso di individuare velocemente la presenza di micotossine in un carico di grano, appena entrato nello scalo portuale pugliese. Le micotossine sono sostanze tossiche per l’organismo umano prodotte dai ceppi fungini Aspergillus flavus e Aspergillus parasiticus. Come illustra il Corpo Forestale dello Stato in una nota:

Le micotossine sono metaboliti tossici prodotti dalle muffe e possono avere gravi effetti acuti e cronici sulla salute degli esseri umani e degli animali.

Il commissario capo della Forestale pugliese Giuliano Palomba, responsabile dell’operazione, ha diffuso i primi allarmanti risultati dei test. Le analisi compiute su un campione di grano duro prelevato da uno dei carichi approdati a Bari hanno rilevato la presenza di un’aflatossina pericolosa per la salute. Il carico di grano contaminato proveniva dal Messico. La merce è approdata a Bari a bordo della nave panamense Ecopride, salpata da Cristobal.

Gli uomini della Forestale hanno passato al setaccio altri 6 tir che trasportavano grano importato in Italia dal Canada, dalla Gran Bretagna e da Panama. Gli agenti hanno prelevato dei campioni di grano, già consegnati alla ASL di Bari per controlli approfonditi sulla presenza di micotossine. Gli esami sono stati commissionati al laboratorio dell’Arpa Puglia.

La Coldiretti, presente con un suo presidio durante i controlli della Forestale, commenta duramente l’esito dei primi test sul grano straniero. L’associazione di agricoltori si batte da mesi per contrastare l’agguerrita concorrenza dei produttori esteri, accusati di mettere in ginocchio il mercato italiano. L’importazione di grano straniero riduce infatti la produzione nazionale, soggetta a controlli di sicurezza più rigidi. Secondo l’associazione il grano straniero penalizza anche i consumatori perché il prodotto italiano risponde a standard qualitativi più elevati. In una nota la Coldiretti Puglia invita le istituzioni e i cittadini a mobilitarsi per salvare dalla scomparsa il “granaio italiano”:

Dobbiamo salvare il grano italiano dagli scarichi quotidiani di ingenti quantitativi di prodotto straniero, a volte triangolato da porti europei e utilizzato per fare pane e pasta made in Italy.

La Coldiretti ha ricordato che le aflatossine sono tra le sostanze più cancerogene esistenti. Il pane e la pasta prodotte con grano contaminato potrebbero essere pericolosi per la salute perché queste sostanze sono in grado di resistere anche alle elevate temperature di cottura. Il direttore di Coldiretti Puglia Angelo Corsetti invoca norme più rigide sulle materie prime importate e sull’etichettatura:

L’attuale legislazione comunitaria e nazionale non obbliga a indicare la provenienza del grano utilizzato in etichetta. È fatto con grano straniero un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane in vendita in Italia ma i consumatori non lo possono sapere perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta.

25 febbraio 2016
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