Nuovi obiettivi per la Gran Bretagna riguardo alle emissioni di gas serra. La riduzione annunciata è addirittura dell’80% rispetto ai dati del 1990 nel 2050. Lo annuncia il Ministro dell’Energia e i Cambiamenti Climatici, Chris Huhne, affermando che per ottenere questo risultato si punterà soprattutto sulle fonti rinnovabili. Previsti vari traguardi intermedi, come quello del meno 50% da raggiungere entro il 2025.

Sostanzialmente accolto dal Governo inglese l’appello lanciato dalla Commissione per il Cambiamento Climatico tramite il quarto Carbon Budget, nel quale aveva espresso delle indicazioni chiare su come proseguire la lotta ai mutamenti climatici da parte dell’Inghilterra. L’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili dovrà ammontare almeno al 30% entro il 2025 e con le fonti fossili, i cui gas ricordiamo andranno comunque stoccati nel sottosuolo, ridotte al 15%. Una buona fetta sarà occupata però dal nucleare, 40% al pari delle rinnovabili. Quest’ultima è considerata nel rapporto fonte temporanea, in attesa del completo passaggio alle fonti energetiche pulite, ma necessaria per il completamento del processo di abbandono di combustibili fossili come gas e carbone.

Gli obiettivi presentati da Londra parlando addirittura di un 40% di rinnovabili entro il 2030, con un’ipotesi del 45% in caso di condizioni economiche favorevoli. Soddisfazione da parte del mondo ambientalista per quanto riguarda la diminuzione di carbone, anche se più di qualcuno storce il naso per il ruolo troppo centrale affidato all’energia nucleare.

Di fatto la proposta, che diventerà legge nei prossimi mesi, rende il Regno Unito l’unico paese che abbia assunto decisioni vincolanti oltre il 2020. Il via libera al provvedimento è venuto dallo stesso primo ministro David Cameron, che ha affermato soddisfatto:

Negli ultimi 12 mesi, ho perseguito un’agenda verde ambiziosa, e oggi, noi diamo l’annuncio del prossimo passo storico. Con questo impegno, rendiamo la Gran Bretagna protagonista dell’economia globale delle emissioni ridotte, creando nuove e significativi industrie e posti di lavoro.

L’altro timore per gli ambientalisti è rappresentato dal rischio che a queste dichiarazioni di intenti seguano degli atti legislativi non all’altezza e inefficaci, in linea secondo l’opposizione inglese con il comportamento del governo di Cameron. I laburisti sostengono che, nonostante abbia promesso il ‘governo più verde della storia inglese’, l’attuale primo ministro ben poco abbia fatto in questa direzione fino a ora. Punto di vista che sembra sostenuto dal rapporto del Renewable Energy Foundation, nel quale si riscontra il fallimento del Regno Unito degli obiettivi sulle rinnovabili per il 2010. Un risultato Cameron sembra comunque averlo raggiunto: rilanciare le spinte per un rialzo anche in sede europea degli obiettivi di abbattimento delle emissioni di gas serra oltre il 2020.

19 maggio 2011
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