Le graminacee sono una famiglia di piante diffuse a livello globale, sia annuali che perenni, prive di rami e fusto legnoso e sostanzialmente erbacee. Se ne possono contare circa 9.000 specie in tutto il mondo, dove si adattano a molteplici condizioni climatiche, mentre in Italia sono presenti alcune centinaia. Sono piante allergeniche, caratterizzate da un’altezza che può variare da pochi centimetri ad alcuni metri, produttrici di pollini e responsabili di causare fastidiose allergie soprattutto nel periodo che va da aprile a giugno.

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Sebbene diverse specie di graminacee siano molto utili all’uomo, nei soggetti allergici si possono verificare malesseri più o meno gravi a causa della pollinazione, che non avviene grazie agli insetti ma alla propagazione dei pollini trasportati dal vento, particolarmente resistenti agli agenti atmosferici.

I fiori di queste piante non hanno profumo e nettare, sono piccoli e caratterizzati da infiorescenze chiamate spighette, riunite in spighe o pannocchie.

Classificazione

Le graminacee comprendono numerose specie coltivate che fanno parte dell’alimentazione dell0uomo, utilizzate anche per la preparazione di alcune bevande alcoliche e per la produzione di zucchero. Altre erbe che fanno parte della “famiglia” vengono usate per realizzare foraggi.

Possiamo suddividere le graminacee in due gruppi, che corrispondono rispettivamente alle piante coltivate e alle erbe che crescono spontaneamente.

Graminacee coltivate

Appartengono al gruppo delle graminacee coltivate i cerali come il frumento, il mais, l’avena, l’orzo, la segale, il granturco e il riso: sono piante da cui derivano numerosi prodotti alimentari di base, basti pensare alle farine e all’olio.

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Rientra nella stessa classificazione la canna da zucchero, pianta che può estendersi in verticale anche fino a oltre cinque metri, coltivata poco coltivata in Italia, limitatamente alle regioni del Sud. Lo zucchero si ricava dal fluido che occupa l’interno del fusto.

Il bambù, infine, è una pianta perenne, sempreverde e di dimensioni elevate, utilizzata nelle costruzioni in quanto molto resistente ma anche nell’alimentazione. Usato specialmente nella cucina orientale, le sue proprietà sono note anche altrove: i germogli di bambù, ad esempio, hanno un basso indice glicemico e sono ricchi di fibre.

Graminacee spontanee

Sono le graminacee che crescono spontaneamente sul territorio a creare la maggior parte dei malesseri legati alle allergie. Ecco un elenco di quelle che popolano le campagne italiane:

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  • gramigna: cresce dovunque in modo molto rapido, è perenne e molto resistente, viene considerata un infestante ma può essere utilizzata come rimedio erboristico grazie al suo potenziale antisettico e antinfiammatorio, soprattutto per lenire le infiammazioni alle vie urinarie;
  • loglierella: è di piccole dimensioni e presenta piccole spighe come inflorescenze;
  • erba codolina: (coda di tipo): pianta perenne che può raggiungere anche altezze elevate, dotata di un elevato livello di allergenicità;
  • bambagiona: pianta erbacea perenne molto diffusa nelle zone umide;
  • paleo odoroso: è molto comune nei pascoli e nei prati, con altezza fino a 50 centimetri;
  • sparto pungente: pianta tipica degli ambienti sabbiosi e costieri, è cespitosa e prende l’aspetto di un cespuglio erbaceo.

Allergie

Un capitolo a parte meritano le allergie alle graminacee, molto diffuse e in grado di causare una grande varietà di sintomi, dalla congestione nasale alla febbre, fino ai fastidi agli occhi. È importante sottolineare che chi soffre di questo tipo di allergie deve prestare molta attenzione alla sua alimentazione, infatti sono numerose le reazioni allergiche provocate da alimenti come gli agrumi, il pomodoro, il melone, altri frutti come pesche, kiwi, anguria e ciliegie, ma anche arachidi e mandorle: la causa deve essere ricercata nella a “cross reattività”, fenomeno che determina un legame stretto tra l’assunzione di questi cibi e l’allergia al polline.

15 marzo 2017
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