Il grafene sembra davvero un materiale miracoloso. Sono note la sua durezza e la sua flessibilità, oltre che la capacità di condurre elettricità. Sono svariati i suoi usi attuali e ancora di più sono quelli teorizzati da studi che ne vagliano le proprietà.

Alla lista delle “virtù” del grafene ora si aggiunge anche la capacità di trattare acque, suoli e reflui gassosi contaminati da sostanze organiche. Tali proprietà sono state analizzate da Directa Plus, società tecnologica che ha sede all’interno del Parco Scientifico e Tecnologico ComoNExT di Lomazzo (Como), che si occupa dello sviluppo di processi per la produzione di nanomateriali di nuova generazione che a loro avviso possano entrare nei mercati globali esistenti.

La società sta conducendo una ricerca all’interno del “Progetto GEnIuS” (Graphene Eco Innovative Sorbent), cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa Eco-Innovation. I materiali del tipo “Grafene Plus” hanno già ottenuto buoni risultati, riuscendo a ottenere la certificazione da parte del Ministero dell’Ambiente Italiano, per l’impiego in mare nel caso di sversamento di idrocarburi.

La ricerca prosegue però e con la collaborazione della SetCar, società rumena che lavora da 14 anni nel campo della decontaminazione e smaltimento di rifiuti pericolosi, stanno testando sul campo le applicazioni di questi prodotti e in particolare di Grafysorber, soprattutto nell’ambito delle bonifiche ambientali.

Il 14 ottobre si è partiti con la depurazione di una raffineria dismessa in Romania dove in un bacino di acqua della capacità di 16.500 m3 erano contenuti idrocarburi ad una concentrazione di 56 ppm (circa 3 gocce di olio per ogni litro di acqua) che dovevano essere portati al di sotto dei 5 ppm, come previsto dalla legge per lo scarico nei corsi d’acqua. Un prelievo totale di idrocarburi di oltre 1 tonnellata, come ha spiegato l’Ing. Covaci Melchisedec, Manager Tecnico di SetCar:

5 g/m3 di Grafysorber utilizzato come materiale sciolto sono stati in grado di abbattere le concentrazioni di idrocarburo al di sotto di 1 ppm in soli 10 minuti di trattamento. Il progetto è attualmente concluso.

Sono stati trattati circa 16.500 m3 di acqua contaminata ad un flusso di 16 m3/h (360 -390 m3 di acqua trattati ogni giorno). Per i prossimi progetti, abbiamo pianificato di implementare la produttività del nostro impianto di trattamento a 50 m3/h.

Anche Giulio Cesareo, presidente e AD di Directa Plus, ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti:

Grazie al test pilota condotto da SetCar abbiamo potuto confermare che Grafysorber rappresenta la soluzione effettiva per la decontaminazione di acque contenenti basse concentrazioni di idrocarburi.

Il Direttore Commericale di SetCar Sandu Balan ha dichiarato nel frattempo di voler proseguire le ricerche anche per altre tipologie di sostanze che inquinano acque, suoli e atmosfera, per arrivare poi ad un’applicazione a livello internazionale.

23 dicembre 2014
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