Il rapporto che intercorre tra gotta e iperuricemia può rivelarsi stretto. Questo avviene nello specifico in quanto la correlazione, così come evidenziata dai medici, si traduce in una predisposizione al manifestarsi della “malattia dei Re” in funzione del fatto che la prima patologia sia divenuta cronica.

L’iperuricemia è definibile, a seconda di quali siano le cause scatenanti, come primitiva o secondaria. Si fa riferimento alla prima tipologia qualora l’origine del problema non si associabile a una malattia pregressa. Si utilizza al contrario la seconda definizione qualora sia di origine patologica o derivata dall’assunzione di alcuni farmaci.

Iperuricemia e gotta

A consentire l’identificazione di un soggetto iperuricemico sono i livelli di acido urico nel sangue, individuabili con delle semplici analisi. La diagnosi di iperuricemia si verifica qualora il medico curante riscontri livelli di tale sostanza superiori 7mg/dl nell’uomo e a 6,5mg/dl nella donna.

Tali valori risulteranno tuttavia significativi soltanto se registrati a seguito di una dieta ipopurinica di almeno 5 giorni, periodo durante il quale non dovranno inoltre essere assunti farmaci che alterino i dati relativi all’uricemia. Qualora i livelli di acido urico superino i 9mg/dl allora il rischio di gotta sarà consistente e potrebbe richiedere ulteriori interventi correttivi.

Come curare la gotta

La cura della gotta secondo i metodi naturali passa innanzitutto per una dieta corretta, volta a ridurre l’apporto di proteine animali. Da evitare la carne, sia essa rossa, bianca o di pesce, i crostacei e l’assunzione di bevande alcoliche.

Una dieta corretta risulterà ricca di frutta e verdura, ma anche di frutta secca, legumi, riso e cereali. Possibile anche un consumo, tuttavia estremamente ridotto, di latticini. Secondo un recente studio condotto dalla Northumbria University un ottimo alleato contro la gotta sarebbe proprio un frutto, tipico del periodo di maggio-giugno: le ciliegie.

Stando a quando affermato dai ricercatori britannici il succo di ciliegia disporrebbe di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie tali da permettergli di rappresentare un’efficace alternativa alle normali terapie farmacologiche.

Altri rimedi naturali possono infine andare a ridurre l’infiammazione causata dall’accumulo anormale di cristalli di prato nel sangue e nelle articolazioni. Utili in questo senso si rivelano l’artiglio del diavolo e il salice bianco.

28 ottobre 2014
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