La vicenda del gorilla soppresso presso lo zoo di Cincinnati, di cui si è già data notizia in un precedente aggiornamento, ha generato comprensibile preoccupazione e sconforto in tutto il mondo, con manifestazioni anche sui social network. Molte le domande che sono circolate sulle piattaforme virali: i navigatori si interrogano sull’eventuale esistenza di alternative che avrebbero potuto salvare la vita all’animale, altri quali reali pericoli il bambino caduto nel recinto ha rischiato di subire. Domande a cui hanno cercato di rispondere gli stessi responsabili dello zoo, così come alcuni esperti in comportamento animale. Di seguito, qualche dettaglio sulle questioni ancora aperte.

La vicenda ormai nota: qualche giorno fa, presso lo zoo di Cincinnati, un bimbo di quattro anni è caduto all’interno del recinto dei gorilla. Harambe, un esemplare di 17 anni, si è quindi avvicinato al piccolo e, sebbene inizialmente non abbia mostrato atteggiamenti aggressivi, il personale della struttura ha deciso di abbattere il primate per evitare pericoli anche mortali. Di seguito, qualche dettaglio sulle questioni ancora aperte.

Gorilla e pericoli, 5 fatti per comprendere

Sono molte le interpretazioni e le ricostruzioni apparse nelle ultime ore sulle testate internazionali, di cui Heavy ne ha stilato un puntuale riassunto. Di seguito, l’elenco dei cinque fatti da comprendere, sia sui pericoli che sul comportamento dei gorilla.

    1. La testimonianza video. Alcuni video pubblicati online, tra cui un video virale di Amber Soler, testimoniano il comportamento del gorilla nei confronti del bambino. Dalle immagini, si nota come l’animale abbia prima osservato il bambino in acqua e, tra le urla dei presenti, lo abbia poi trascinato con una certa veemenza, per allontanarlo dalla recinzione. Secondo alcuni testimoni, il gorilla avrebbe dimostrato uno spirito di protezione nei confronti del piccolo, dettato dalla curiosità iniziale, ma secondo i responsabili dello staff dello zoo non si sarebbero potuti evitare comportamenti più aggressivi, poiché l’animale avrebbe potuto improvvisamente cambiare atteggiamento, ad esempio infastidito dalle urla dei visitatori. Inoltre nel recinto trovano spazio anche altri esemplari, la cui risposta alla presenza del bambino si sarebbe potuta dimostrare anche particolarmente accesa;
    2. Uso dei tranquillizzanti. I responsabili dello zoo hanno spiegato perché, per salvare il bambino, non siano stati usati dei tranquillizzanti. In una nota pubblicata dalla CNN, il direttore Thane Maynard ha spiegato come sedativi e narcotici non abbiano un effetto immediato, ma richiedano diversi minuti prima che possano risultare effettivi. In questo periodo finestra, il gorilla avrebbe potuto manifestare comportamenti insoliti e aggressivi, poiché spaventato dal colpo ricevuto per l’iniezione o innervosito dal dolore provato. Un’eventualità che, purtroppo, avrebbe potuto peggiorare la condizione del bambino;
    3. La famiglia: nelle ore immediatamente successive alla vicenda, in molti hanno scelto i social network per scagliarsi contro la famiglia del piccolo bambino. Vi sono addirittura alcune petizioni, sempre attive su Facebook e Twitter, con cui gli utenti richiedono che la madre del bimbo sia ritenuta responsabile di negligenza nell’accudimento del figlio. I responsabili dello zoo hanno fatto sapere come, dal 1978 a oggi, presso l’area Gorilla World non si siano mai verificati simili incidenti. Ma la polizia di Cincinnati, in queste ore sul caso, ha deciso al momento di non sporgere denuncia nei confronti della donna. La ricostruzione dell’incidente non è infatti ben chiara, quindi a oggi non è possibile definire precise responsabilità, anche perché potrebbe essersi trattato di uno sfortunato caso fortuito. Bisognerà attendere qualche settimana, di conseguenza, per capire cosa davvero sia accaduto.
    4. La vita di Harambe: il gorilla Harambe è arrivato allo zoo di Cincinnati nel 2014, dopo diversi anni trascorsi in Texas, presso il Gladys Porter Zoo di Bronsville. Cresciuto da Jerry Stone, ha sempre dimostrato una grande intelligenza, nonché un carattere ben definito, seppur abituato alla presenza dell’uomo. In quel di Cincinnati, Harambe gradiva la compagnia di due esemplari femmina – Chewie e Mara – entrambe di 19 anni. Il trasferimento dal Texas a Cincinnati si è reso necessario per questioni sociali: ormai adulto per ambire al ruolo di leader presso il precedente zoo, è stato inserito in gruppo sociale specifico, dove ha potuto manifestare le sue capacità di guida, l’integrazione, l’intelligenza e la curiosità. In particolare, Harambe ha sempre svelato una grande inclinazione per la sperimentazione, adoperandosi anche con legnetti e altri utensili per raggiungere cibi o altra vegetazione oltre alle recinzioni.
    5. Il rischio d’estinzione: questa specie di gorilla, ovvero il gorilla di pianura occidentale, è considerata a rischio critico di estinzione. Dieci di questi esemplari, compresi Harambe, sono ospitati presso lo zoo di Cincinnati, dove vengono condotti anche studi e ricerche per comprendere come garantire la migliore salvaguardia. Originari soprattutto delle zone centrali dell’Africa, in natura il loro numero sta velocemente diminuendo a causa della caccia illegale per il consumo alimentare, nonché per il bracconaggio e la rivendita sui mercati asiatici. Più di 1.000 di questi gorilla l’anno muoiono a causa della caccia di frodo.

    31 maggio 2016
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