Mentre molte potenze ed economie emergenti investono sulle energie pulite per ridurre le emissioni e i costi sanitari dei fossili, gli ingegneri di Google sconvolgono l’opinione pubblica con i risultati di uno studio durato quattro anni. La ricerca finanziata dal colosso dei motori di ricerca è infatti giunta alla scioccante conclusione che “le rinnovabili semplicemente non funzionano”.

Nel 2007 Google ha lanciato il programma RE<C, un’iniziativa volta a dimostrare che le energie rinnovabili sono più economiche del carbone. Come rende noto oggi l’azienda:

All’inizio del RE<C condividevamo l’attitudine di molti ambientalisti: credevamo che grazie a grossi miglioramenti delle tecnologie rinnovabili attuali, la nostra società avrebbe potuto evitare un cambiamento climatico catastrofico. Adesso sappiamo che questa speranza è falsa. Le tecnologie rinnovabili semplicemente non funzionano; abbiamo bisogno di un approccio totalmente differente.

I risultati dello studio sono a dir poco sconfortanti. A condurlo non sono state persone finanziate dalle lobby del petrolio, ma ingegneri che sostengono le tesi di James Hansen sul cambiamento climatico, scienziati convinti che la CO2 rappresenti un pericolo e vada ridotta per scongiurare il peggio. L’obiettivo delle loro ricerche non era semplicemente di installare qualche pannello solare, ma di trovare un modo per rendere le fonti rinnovabili più convenienti dei fossili.

Secondo gli analisti di Google, il problema sostanziale delle fonti rinnovabili è che per costruire, mantenere in funzione gli impianti ed erogare l’elettricità generata occorre più energia di quella prodotta dagli impianti stessi. Un evidente paradosso.

Gli ingegneri di Google affermano che anche se si dovessero elettrificare tutti i trasporti, l’industria e i sistemi di riscaldamento, servirebbe molta energia per distribuire l’elettricità prodotta e costruire le infrastrutture necessarie.

Dall’acciaio al cemento, dal rame al vetro, dalle fibra di carbonio al neodimio, occorrerebbero componenti molto energivore. La transizione verso le rinnovabili, finalizzata al risparmio energetico, rischierebbe di compiersi assorbendo molta più energia. Bisognerebbe costruire un numero sempre maggiore di impianti, occupando vaste aree agricole.

24 novembre 2014
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I vostri commenti
Flavio Vecchietti, mercoledì 2 dicembre 2015 alle11:01 ha scritto: rispondi »

Fare dei discorsi generici sulle rinnovabili è un errore. Per quanto riguarda il monocristallino e il policristallino sono più di 30 anni che ci sono ingegneri che dicono che è inutile, dimostrandolo con semplici calcoli matematici. Inutile non è la fusione fredda, la termodinamica a concentrazione, l'eolico, le biomasse e tutti i nuovi materiali (ad esempio il grafene) che la tecnologia riuscirà a produrre

Luca, martedì 25 novembre 2014 alle8:23 ha scritto: rispondi »

Allora se cosi fosse siamo tutti fregati, giusto? Inolter siamo anche tutti imbecilli.. (aziende, governi, stati...) Non che una volta installate le fonti rinnovabili x un abitazione si risolvano tutti i problemi, ma c'é una nuova consapevolezza nell'utilizzo logico dell'energia (prodotti che ne consumano di meno, utilizzo quando costo inferiore, riciclio di materiali ecc...) tutto questo é il futuro. 4 anni di studio x trarre quelle conclusioni? E quindi? E chiaro che allo stato attuale non é la forma di energia più conveniente, non toglie che lo sarà in futuro (in germania ci sono stampanti a rotocalco che stamapano pannelli fotovoltaici, che non mi vengano a dire che consumano di piú in base ai mq di pannello stampato (lavora per nanotecnologia)... E lo stesso vale per le pale eoliche, ma poi esistono altre forme di energia oltre all'eolico e al fotovoltaico. L'associazione di materiali comuni é solo segno di non curanza, in quanto il cemento può esser facilmente sostituito da vari composti uno ad esembio il legno-cemento (che di cemento non ha niente se non il nome), il rame a livello di collegamento informatico sarà sostituito dalla fibra (migliore sotto ogni aspetto), il carbonio non è utilizzato x fare pannelli solari, e difficilmente pale eoliche. In ogni caso ogni teconologia ha i suoi tempi di scoperta e di evoluzione, un esempio, i pannelli di oggi sono di 3-4 a generazione, tra 10 anni avremo pannelli di 5-6, multistrato, che assorbono più parte dello spettro rispetto agli attuali, ecc (similmente altre tecnologie). Concludendo, forse il cambiamento in rinnovabili non risolverà tutti i problemi sui cambiamenti climatici (siamo arrivati tardi e ora ne paghiamo le conseguenze), ma é indubbio che mantenere la situazione attuale porterà ad eventi catastrofici, e i primi mutamenti del clima dati dalla situazione attuale sono già in corso. Il bisogno onnivoro di energia é innegabile ed in crescità, ma come già detto, non solo nella produzione bisogna guardare, perchè gradie a Dio c'é gente che crede in un futuro energicamente efficente (led ad esempio, oled, e via dicendo...) dove vengono investiti miliardi, e quindi magari un azienda con un impatto energetico di 100 oggi domani necessiterà di 200, tuttavia consumerà effettivamente 90. Tutto dipende da noi cosa vogliamo ottenere e in che modo, le transizioni non sono mai facili e indolore. Quindi cari igegneri google cosa facciamo? Ps: come se gli igegneri di google non sbagliassero mai.

lui la plume, lunedì 24 novembre 2014 alle23:51 ha scritto: rispondi »

Da qualche parte ho letto di un tipo che con calma ... un pezzo alla volta ha eliminato il contatore gas e quello della luce producendo ed accumulando l'energia che gli serve con pannelli fotovoltaici, solare termico, ... una bifamiliare ben costruita ben isolata .... riscaldamento a pavimento, pompa di calore, induzione .... insomma ora pare sia in una casa che non ha bisogno di forniture. . I tempi cambiano alcune cose non esistevano cento anni fà ... e si viveva lo stesso bene (alcuni dicono meglio) ma i tempi cambiano ora servono altri servizi di cui prima non si sentiva la necessità magari servono posti auto interrati per chi abita (e paga le tasse) ... e magari non serve più la fornitura del gas ... o quella della elettricità .... e magari del servizio televisivo pubblico ...... in molte situazioni. . Il problema di fondo è che lo Stato dovrebbe fornire i servizi necessari che nessuno vuol fornire e non cercare il guadagno ad ogni costo.

Pier Luigi Caffese, lunedì 24 novembre 2014 alle15:58 ha scritto: rispondi »

Se fosse vero,il che non è,che google è contro le rinnovabili significa che non capiscono niente ma non è cosi'.Mancini chiude l'articolo con un minestrone disgustoso,senza pesto,perchè parla di cose che non conosce.Che il futuro sia piu' energivoro non ci piove ma sono proprio le alte temperature a far produrre pulito (si chiama decarbonizzazione)acciaio,cemento,raffinazione,...Basta dare all'Ilva energia che costi poco a 20 euro il MWh e se leggesse i miei progetti lo vedrebbe.Neodimio a che serve?Serve nelle turbine vento vecchie perchè nelle turbine moderne tedesche di Enercon non si usa piu' neodimio,si usa un generatore anulare con eccitazione separata.Chi vuole il gas importato in Italia è gente come Mancini che non capisce che un fuel caro genera energia cara e che le rinnovabili ben stoccate in acqua se ne fregano di centrali gas per bilanciare.Mancini voto 4 in energia.Ripassi e non mi risulta che google sia come Scaroni della battaglia gas contro rinnovabili.Che ha perso alla grande e ora gli eredi,vedi Descalzi,raccolgono cocci.

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