Si risolve nel migliore dei modi una delle questioni che ha strenuamente occupato gli animalisti sul Web negli ultimi giorni: Google, il colosso della ricerca online, non ha ucciso alcun asinello. Il tutto è nato dalla segnalazione via Twitter di un utente, dal nome preso in prestito dalla sitcom di culto The Big Bang Theory, il quale ha denunciato la presenza di un asino morto nelle immagini dal Botswana di Google Street View. L’azienda, tuttavia, ha dimostrato come le accuse siano del tutto infondate.

Cadere in un simile tranello è piuttosto semplice, le preoccupazioni del popolo di Twitter sono quindi apparse del tutto lecite. Nelle immagini, un asino caduto a terra su una strada sterrata a seguito del passaggio di una Google Car, forse investito dal conducente. Un mistero che pareva accertato, in realtà un equivoco dalle false apparenze.

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È Google stessa a fornire la spiegazione: le immagini che l’utente vede su Street View non hanno caratteristica di diretta sequenzialità, bensì sono collage di più scatti per creare un effetto panoramico a 360 gradi. Il colosso ha deciso quindi di pubblicare le singole fotografie che concorrono alla creazione del database di Google Maps, svelando l’arcano: vi è un prima e un dopo rispetto al fotogramma dell’asinello apparentemente esamine sul terreno.

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Così come appare evidente dalle fotografie di controprova pubblicate, l’animale si trovava già a terra all’arrivo dell’auto di Google e, avvistato il veicolo, si è spostato immediatamente a lato della strada. Che ci facesse sulla carreggiata è presto spiegato dalla continuità degli scatti: l’asinello stava solo cercando un po’ di refrigerio rotolandosi felice su sabbia e ghiaia. Nessun incidente, nessuna morte: il simpatico equino è vivo e vegeto. Meglio allora non fidarsi delle apparenze, così come dice il proverbio.

17 gennaio 2013
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