Guai a definire Google un colosso dell’IT, l’azienda di Mountain View ha mire ben più ampie: da solo motore di ricerca si è trasformata negli anni in una realtà capace di sfornare software, sistemi operativi, telefoni e tecnologie per l’intrattenimento. Ora punta anche alle energie alternative, come dimostra la partnership stretta con Good Energies e Marubeni Corporation, all’interno del progetto Atlantic Wind Connection finalizzata alla realizzazione di una linea sottomarina da 60 miglia nella costa Atlantica degli Stati Uniti, che in futuro farà da condotta per l’energia prodotta dagli impianti eolici che vi sorgeranno.

L’investimento, quantificato in 200 milioni di dollari, verrà destinato per intero alla gestione delle pratiche necessarie al fine di ottenere le autorizzazioni governative per dare il via ai lavori di costruzione, che secondo le previsioni attuali dovrebbero essere completati entro il 2016. Altri cinque anni saranno poi richiesti prima che le pale possano entrare in azione, contribuendo così alla produzione complessiva di 6.000 MW, equivalenti all’energia necessaria per soddisfare il fabbisogno di circa 1,9 milioni di famiglie.

Tra le finalità del progetto rientra innanzitutto l’esigenza di creare una sorta di “superstrada per l’energia pulita”, come Google la ha definita all’interno di un post comparso lunedì sul blog ufficiale. In questo modo sarà possibile convogliare l’energia prodotta dalle zone della costa atlantica, dove soffiano venti più forti, verso quelle in cui l’eolico richiederebbe costi di gestione più ingenti.

Una volta che la cordata avrà superato la prima fase, ottenendo le autorizzazioni richieste, si apriranno anche opportunità lavorative per migliaia di persone. Il tutto, ovviamente, senza considerare i benefici che l’ambiente potrebbe trarre da iniziative di questo tipo.

13 ottobre 2010
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