Dall’8 settembre le ricerche su Google, il motore più usato al mondo, hanno letteralmente cambiato passo, con l’entrata in scena di Google Istant. Da allora, mentre un utente digita le parole chiave, ad ogni lettera il portale aggiorna i risultati, in modo da velocizzare al massimo i tempi di risposta.

Il nuovo sistema, secondo l’azienda di Mountain View, permette una riduzione dei tempi di ricerca dai 2 ai 5 secondi. In pochi giorni si è però scatenato sui blog un certo dibattito sull’impatto ambientale di Google Instant.

Google non ha finora fornito dati sui nuovi consumi di elettricità dei suoi server che, secondo uno studio del Mit, prima dell’innovazione ammontavano a 38 milioni di dollari, nonostante una politica aziendale generalmente attenta ad utilizzare supporti hardware ad elevata efficienza energetica.

BigG sostiene che Instant non esegua nuove ricerche per ogni lettera digitata e questo farebbe pensare che tutto sommato l’impatto del nuovo sistema di ricerca sia moderato. Tuttavia c’è chi come il blog Google Instant produce CO2 punta comunque il dito verso Google: se prima dell’avvento di Instant ogni ricerca causava 0.2 grammi di CO2, con il nuovo sistema predittivo le ricerche effettuate sarebbero aumentate di molto con conseguenze negative sull’ambiente.

Voi cosa ne pensate?

14 settembre 2010
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I vostri commenti
ciaoseo, martedì 14 settembre 2010 alle20:08 ha scritto: rispondi »

A prescindere dall'impatto ambientale, google ha sicuramente trovato delle efficienze per arginare il maggior impatto computazionale a cui è Instant lo espone. Ad esempio Caffeine, la riorganizzazione dell'indice di google, potrebbe aver giocato un ruolo importante in questo scenario di cambiamenti. @Agente Mangiariano: purtroppo non sempre google si è dimostrato trasparente e a volte ha ceduto e si è piegato alla censura. Sono d'accordo con il tuo pensiero, se bisogna inquinare un po' di più per tenere in vita internet e creare una società migliore, ne vale la pena... ma internet, non google.

francesco, martedì 14 settembre 2010 alle14:18 ha scritto: rispondi »

Il post, così come il dibattito sviluppatosi tra i blog cui fa riferimento, non critica Google, né il ruolo essenziale che svolge nel web, né il web. Semplicemente si riflette sull'evenienza che una simile innovazione, che alcuni potrebbero ritenere non essenziale, possa avere un impatto anche pesante sull'ambiente. Il che sarebbe strano per un'azienda come Google, generalmente attenta al tema ambientale. Si tratta comunque di una semplice riflessione, che non impone né propone alcuna conclusione o verità. Però se non si riflette su ciò che c'è o potrebbe esserci dietro alle cose, che si parli di nucleare o Google o altro, si finisce per accettare comunque acriticamente tutto quello che ci viene proposto, esattamente come avviene in tv o nella "propaganda di regime" di cui parli. Detto ciò, i dati nel post provengono tutti da google stessa o da degli studi citati. D'altra parte sono ovviamente d'accordo che il web ha e può avere impatti positivi rivoluzionari sul nostro modo di vivere il pianeta.

Agente Mangiariano, martedì 14 settembre 2010 alle12:22 ha scritto: rispondi »

Quanta co2 produce allevare un professionista della mediocrità che per trovare il suo spazio nel mondo deve ritagliarsi questi scarti di ricerca? Come fai a misure l'impatto ambientale di Google? Misurando queste scemenze? E misuriamo questo allora misuriamo anche l'impatto che ha Google contribuendo a togliere la gente da davanti al televisore, portarla nel web, e quindi contribuire a formare un'opinione pubblica contraria al nucleare, agli inceneritori, ai vaccini. Quanta co2 si risparmia per ogni persona che sottratta alla propaganda di regime, diventa sostenitrice di una società più sostenibile? Armati di queste diatribe, i professionisti della mediocrità più del proprio stipendio, non salvano niente.

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