Come è cambiata la Terra negli ultimi decenni, in questi anni di aumento spropositato dei consumi ai danni dell’ambiente? Si potrebbero enunciare le più disparate teorie sull’abuso delle risorse naturali da parte dell’uomo, ma nulla parla più chiaramente di una fotografia. Nasce così Google Earth Engine, un sistema di paragone delle immagini satellitari di diverse zone del Pianeta per mostrarne le evidenti modifiche.

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Sono 28 gli anni coperti dal servizio, praticamente dalle prime rilevazioni satellitari su grande scala del 1984, e gli effetti sono davvero preoccupanti. La deforestazione dell’Amazzonia, la terra sottratta al mare dalla rapidissima evoluzione di Dubai, la crescita esponenziale di Las Vegas, le miniere di carbone nel Wyoming e molto altro ancora: tutti esempi perfetti per dimostrare quanto l’uomo sia responsabile del declino ecologico degli ultimi decenni.

Un processo allarmante, considerato come sia avvenuto quasi esclusivamente nel giro di cinquant’anni, quando la Terra è rimasta praticamente immutata per millenni. L’inquinamento, l’urbanizzazione selvaggia, la richiesta sempre maggiore di legno e di terreno per gli allevamenti intensivi stanno minacciando il globo. E Google con questo strumento non vuole dimostrare solamente tali cambiamenti, ma diventarne parte attiva con sistemi di monitoraggio avanzati e campagne di sensibilizzazione ambientale.

Oltre alle drammatiche fotografie provenienti dalla foresta amazzonica, impressionante è l’espansione delle strutture di irrigazione in Arabia Saudita, il ghiacciaio Columbia in via di completo scioglimento, il disastro ecologico del lago Aral e il prosciugamento dell’Urmia, uno dei corsi d’acqua più importanti dell’Iran. Un destino nefasto dovuto alla crescita sregolata, all’approvvigionamento delle risorse non rinnovabili, a un consumo dei prodotti naturali senza nessuna politica di riduzione dello spreco o campagne di sostituzione di piante e vegetali, così che il ricambio sia continuo e il carbon footprint praticamente azzerato.

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Tutte le immagini provengono dal progetto della missione Landsat iniziata negli anni ’70, una collaborazione tra la NASA e l’USGS. Così dalle parti di Mountain View hanno commentato l’iniziativa:

Crediamo che questo sia il quadro più completo mai messo a disposizione del pubblico del nostro pianeta che cambia.

15 maggio 2013
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I vostri commenti
vito, mercoledì 15 maggio 2013 alle19:21 ha scritto: rispondi »

Si parla di crescita, di pil, espansione economica gli effetti sono stati sopra evidenziati. L'umanità, specialmente quella occidentale, deve pensare seriamente a nuovi modelli di sviluppo, quello che è accaduto negli quarantanni è puro spoliazione ambientale e la responsabilità è da ricercare in quelle nazioni che hanno tratto beneficio da questa spoliazione.

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