Google è riuscito ad onorare l’impegno assunto nel 2007 di diventare carbon neutral.

Per arrivare a questo traguardo l’azienda ha fatto affidamento – non avendo gli Stati Uniti ratificato il Protocollo di Kyoto e non sussistendo quindi obblighi di adempimento collegati ad un registro nazionale delle emissioni – ai mercati volontari per lo scambio di emissioni.

Ad ogni modo il meccanismo delle compensazioni, realizzate attraverso acquisto di crediti gestiti da enti privati, rappresenta soltanto un tassello di una strategia più complessiva di miglioramento della sua sostenibilità.

La società di Mountain View agisce direttamente per aumentare la propria efficienza energetica mediante conforme progettazione e costruzione di data center e utilizza in misura sempre maggiore energia pulita e rinnovabile.

Ma l’intervento ecologico di Google si applica su uno spettro ampio di attività, dalle iniziative REC e RechargeIT, sorrette dalla convinzione che nel futuro la maggioranza dei mezzi di trasporto circolanti nel mondo riceveranno il loro propellente collegandosi a reti intelligenti alimentate da energia rinnovabile, alla partecipazione nell’associazione no profit Climate Savers Computing Initiative, nata con lo scopo di tagliare le emissioni globali di CO2 derivanti dal funzionamento di
computer.

Tirando le somme, negli ultimi cinque anni la multinazionale statunitense ha eliminato più del 50% delle emissioni che altrimenti si sarebbero prodotte senza aver intrapreso queste azioni.

12 maggio 2009
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