Le immagini a 360 gradi che è possibile osservare sulla piattaforma Street View sono, nella maggior parte dei casi, catturate dalle cosiddette Google Car, automobili equipaggiate con un’apposita apparecchiatura fotografica che nel corso di un decennio hanno visitato le strade di 83 Paesi di tutto il pianeta, percorrendo complessivamente oltre 16 milioni di Km. Ora gli stessi veicoli sono impiegati anche per rilevare la aree più soggette a inquinamento all’interno dei centri urbani.

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Il progetto ha preso il via nella città di Oakland, in California, con una fase di test che ha già restituito risultati interessanti. Dotando le vetture di appositi sensori e misuratori per rilevare la presenza di sostanze inquinanti in un’area pari a 30 Km quadrati (più precisamente carbonio, ossido e diossido di azoto) è stato possibile generare una mappa estremamente dettagliata, con in evidenza le zone maggiormente affette dallo smog. Un’iniziativa che, oltre al gruppo di Mountain View, ha coinvolto anche le università di Washington, Texas, la British Columbia e quella di Utrecht.

Quanto rilevato dalle Google Car ha portato alla luce un problema legato ai metodi tradizionali per questo tipo di misurazioni: le condizioni dell’aria possono variare anche a distanze molto brevi, talvolta nella stessa strada e nello stesso quartiere, a causa della presenza di specifiche fonti inquinanti.

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Solo un mezzo in costante movimento e in grado di effettuare un’analisi costante è dunque in grado di restituire un quadro preciso, completo e fedele della situazione, consentendo così a chi di dovere di intervenire in modo mirato ed efficace.

Dal punto di vista prettamente numerico, le automobili di Street View hanno percorso oltre 22 mila Km nelle strade di Oakland, raccogliendo tre milioni di misurazioni poi analizzate dagli addetti ai lavori. Un simile approccio potrà in futuro essere applicato ad altri centri urbani, andando così a costituire un’arma in più per le amministrazioni locali nella lotta all’inquinamento.

6 giugno 2017
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