GoodGuide: la guida al consumo consapevole

La globalizzazione e la sempre più costante presenza dei prodotti delle multinazionali nel nostro quotidiano, hanno spinto molte società e associazioni a guidare il consumatore ad una spesa più consapevole. Sono numerosi i siti che si occupano di consumo consapevole in termini di impatto ambientale del prodotto acquistato (o del suo imballaggio), e ve ne sono altrettanti che prestano attenzione al rispetto dei diritti umani.

Purtroppo, il confronto di tutte queste informazioni può portare ad una grande confusione una volta di fronte agli scaffali del supermercato, dovendo anche tener conto dei parametri che da sempre si è abituati a valutare, quali prezzo, componenti/ingredienti, etc.

GoodGuide è un sito che cerca di rispondere a tutte le esigenze del consumatore consapevole.

Al momento ha valutato oltre 60.000 prodotti (per la cura della persona, e prodotti chimici ad uso domestico), attribuendo a ciascuno una valutazione da 0 a 10, considerando principalmente tre parametri: salute, ambiente e sociale.

Selezionando un prodotto, per tipologia o marca, si può conoscere quindi ad esempio se all’interno vi sono componenti tossici, se è stato testato su animali, se è dannoso una volta liberato nell’ambiente, o se l’azienda ha tenuto una politica di sfruttamento più o meno grave nei confronti dei lavoratori.

Attualmente GoodGuide si rivolge maggiormente al pubblico americano, contenendo molti marchi presenti negli USA (i prezzi sono quindi in dollari), ma attendendo che il progetto si estenda anche in Europa, se ne può usufruire cercando i prodotti delle multinazionali presenti anche tra gli scaffali nostrani.

GoodGuide nasce da un’idea di Dara O’Rourke, professore a Berkley, che un giorno approfittando del proprio mestiere fece analizzare in laboratorio la crema solare che utilizzava quotidianamente per sua figlia. Dopo aver scoperto che uno dei componenti della crema era tossico, capì quanto poco conosciamo dei prodotti di cui ci serviamo tutti i giorni.

Servendosi di scienziati ed esperti in tecnologie, e avvalendosi di Google, Amazon, eBay, PayPal e Intuit, ha creato un’organizzazione “for benefit”, che ha come scopo quello di informare il consumatore e di aiutarlo a compilare una lista della spesa con prodotti che rispettino i suoi diritti e quelli del mondo in cui vive.

14 ottobre 2008
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