Goletta Verde, storica campagna di Legambiente che quest’anno compie 30 anni, ha scelto come punto di partenza la Croazia, per lanciare un appello al fine di fermare la folle corsa al petrolio e difendere il mare e le coste dell’Adriatico dall’assalto delle compagnie petrolifere.

Il nostro Governo continua a dichiararsi deciso ad impegnarsi per la riduzione delle emissioni in vista della Conferenza delle Parti di Parigi che si svolgerà a dicembre, ma il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni culturali continuano a emanare nuovi decreti di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) con esito positivo in merito alle richieste avanzate dalle compagnie petrolifere per prospezioni alla ricerca di idrocarburi, in Adriatico. Ne hanno rilasciati 10 solo dall’inizio di giugno. In totale la superficie che sarà messa in pericolo è di 100.595 chilometri quadrati e questo per estrarre una quantità di carburante che ci renderebbe indipendenti energeticamente per sole 8 settimane.

Sono 78 le concessioni già attive per l’estrazione di gas e petrolio, 17 i permessi di ricerca già rilasciati nell’area italiana e 29 sono in fase di rilascio in quella croata. A questi si aggiungono 24 richieste avanzate per il tratto italiano e le recenti concessioni per 45 mila chilometri quadrati di inizio giugno.

Per questo, sabato 20 giugno sono stati organizzati da cittadini, associazioni, istituzioni, comitati, ma anche pescatori e balneatori, consci del valore del patrimonio che viene messo in pericolo, flash mob e azioni di protesta in diverse città che si affacciano sull’Adriatico. Tra queste: Trieste, Caorle, Jesolo, Bibione, San Michele al Tagliamento, Rosolina, Ravenna, Ancona, Pescara, Polignano. Anche però in Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia Herzegovina sono state preparate iniziative. Tutte seguendo il manifesto #StopSeadrilling – NO OIL. Insieme ad Avaaz è stata lanciata anche una petizione indirizzata al Governo affinché inverta la rotta. Secondo Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente:

La scelta di puntare su nuove attività di estrazioni di idrocarburi intrapresa da alcuni Paesi, Croazia e Italia in primis, è miope, di breve durata ed anacronistica. Scelte che sono in assoluto contrasto con ogni strategia contro i cambiamenti climatici e che mettono a rischio tutta l’economia sana della zona.

Per questo riteniamo necessario un tavolo che coinvolga l’Italia, la Croazia e tutti i Paesi Costieri per ragionare su una scala più vasta, al di là dei limiti territoriali nazionali, su quale deve essere il futuro del Mar Adriatico, con le popolazioni locali, le associazioni ed i portatori di interessi a beneficio della collettività.

Dopo la Croazia, da dove partirà oggi, Goletta Verde, completerà il suo viaggio, realizzato anche grazie al contributo di COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati e dei partner tecnici Hach, Novamont e Nau!, lungo le altre 31 tappe: Caorle, Venezia, Porto Garibaldi, Cesenatico, Pesaro, Ancona, Giulianova, Vasto, Termoli, Peschici, Polignano a Mare, Otranto, Corigliano Calabro, Rocella Ionica, Taormina, Isola di Lipari, Termini Imerese, Palermo, Tropea, Maratea, Marina di Camerota, Pollica, Ischia, Ponza, Ostia, Stintino, La Spezia, Marina di Pisa, Talamone, Castiglione della Pescaia e l’Isola d’Elba.

Un percorso di 2.000 miglia nautiche e 500 ore di navigazione per monitorare anche i problemi della depurazione dei reflui, la presenza delle plastiche in mare (macro e microlitter), portare avanti la lotta contro le illegalità a danno del mare e delle coste, ma anche promuovere e far conoscere l’Italia più bella e il suo turismo sostenibile.

22 giugno 2015
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