Salperà anche quest’anno la Goletta Verde di Legambiente, che percorrerà i mari italiani in lungo e in largo alla ricerca di illegalità ai danni delle coste e del patrimonio ambientale del Belpaese. La campagna, giunta ormai alla ventisettesima edizione, prenderà il via il 23 giugno da Imperia, per concludersi, dopo 26 tappe, il 14 agosto a Trieste.

Quest’anno i riflettori di Goletta Verde saranno puntati in modo particolare sull’abusivismo edilizio e sui numerosi ecomostri presenti lungo le coste d’Italia. Una situazione, denuncia Legambiente, che ogni anno diventa sempre più drammatica. Secondo i dati nazionali del CRESME (Centro Ricerche Economiche e Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), infatti, solo nel 2011 sono stati commessi nel nostro Paese ben 25.800 nuovi abusi, pari al 13,4% del totale costruito.

Il viaggio della Goletta Verde servirà appunto a denunciare le illegalità, come spiega la direttrice di Legambiente Rossella Muroni:

Dopo decenni di denunce, di battaglie legali e di campagne di sensibilizzazione, ben poco è cambiato. Molti degli ecomostri segnalati da anni sono ancora in piedi e il rischio è proprio quello di farci l’abitudine.

Ma l’abusivismo non è l’unica piaga che minaccia i nostri ecosistemi marini e costieri. L’imbarcazione del Cigno cercherà pertanto di far luce anche su altri fenomeni di illegalità, dagli scarichi fognari non depurati alla pesca eccessiva, fino allo sversamento di rifiuti a ridosso delle spiagge.

Tutti problemi che Legambiente ha già denunciato nell’edizione 2012 del Rapporto Mare Mostrum, il dossier annuale che fornisce una sorta di inventario degli abusi compiuti in Italia ai danni del mare e delle coste, in base ai dati forniti delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.

Nel 2011 sono stati 13.149 i reati ambientali nei confronti degli ecosistemi costieri, con il triste primato della Campania (2.387 reati, pari al 18% del totale nazionale). Seguono Sicilia, 1.981 infrazioni, Puglia e Calabria, rispettivamente con 1.633 e 1.528 illegalità riscontrate. Il problema principale, sottolinea Legambiente, rimane la pesca di frodo seguita dall’abusivismo edilizio e dalla mancata depurazione delle acque di scarico.

21 giugno 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento