Global warming: 2012 uno degli anni più caldi di sempre per la NASA

Il riscaldamento globale ha segnato immancabilmente anche il 2012. L’anno appena trascorso è stato, confrontando i dati raccolti e pubblicati ieri dal Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York come il nono più caldo dal 1880 ad oggi. La temperatura mondiale risulta quindi ancora più alta di quanto fosse 130 anni fa e tutto farebbe pensare ad un ulteriore aumento nel prossimo decennio.

>>Leggi come il 2012 sia stato un anno record anche per le emissioni di CO2

Gli effetti del global warming continuano a farsi sentire in varie parti del pianeta, dove catastrofi naturali sottolineano le continue mutazioni nel clima. La temperatura media del 2012 è stata di 14,6 gradi e ha superato di circa 0,6 i valori registrati a metà del ventesimo secolo, risultando al contempo superiore di 0,8 gradi rispetto al 1880. Un problema legato soprattutto alla quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, come sottolinea Gavin Schmidt, climatologo del GISS:

L’importante è che questo decennio risulta più caldo del precedente e che quest’ultimo fosse più caldo di quello che lo ha preceduto. Il pianeta si sta riscaldando. La ragione del riscaldamento sono le sempre crescenti quantità di anidride carbonica immesse in atmosfera.

I dati relativi alla presenza di anidride carbonica sono chiari: nel 1880 era equivalente a 285 parti per milione, livello che è salito arrivando a quota 315 nel 1960 fino al poco incoraggiante record attuale di 390 parti per milione. Una crescita che ha colpito in modo particolare gli USA, che secondo il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno vissuto nel 2012 l’anno più caldo dal 1895 ad oggi. Un dato che secondo il direttore del GISS James E. Hansen segna una nuova tendenza per le temperature dei prossimi decenni:

Le temperature registrate negli Stati Uniti nell’estate del 2012 sono un esempio di un nuovo orientamento di picchi stagionali, più caldi delle temperature stagionali della metà del ventesimo secolo.

Il clima ha ormai fatto il suo gioco. Alcune stagioni potranno ancora risultare più fresche nella media a lungo termine, ma le persone noteranno l’aumento nella frequenza dei picchi costituiti da temperature estremamente calde. Sono proprio questi estremi a portare gli effetti più significativi sull’uomo e sul pianeta.

Nessun aumento costante delle temperature è tuttavia previsto, come sottolineano gli esperti del GISS e del NOAA. Saranno possibili oscillazioni e quindi in alcuni anni potranno essere registrati valori anche al ribasso. Sembra però destinato ad avverarsi un aumento delle temperature globali nel medio-lungo periodo.

16 gennaio 2013
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I vostri commenti
Franco Pace, venerdì 8 febbraio 2013 alle21:16 ha scritto: rispondi »

Sono un Ingegnere Chimico. Vorrei precisare alcune cose riguardo l'estrazione di gas metano dal sottosuolo sia terrestre che marino : il metano tal quale è un gas serra 25 volte più potente dell'anidride carbonica che è essa stessa un gas serra, per cui estraendolo, con le inevitabili perdite nell'aria, peggioriamo la situazione ambientale rispetto a quando lo bruciamo trasformandolo in anidride carbonica ed acqua . Quindi ritorniamo sempre all'economia all'idrogeno di Jeremy Rifkin che ci sarà in un futuro speriamo non troppo lontano, in quanto l'idrogeno è l'unico combustibile che non crea effetto serra, ne tal quale ne nel prodotto di combustione che è solo acqua . L'idrogeno verrà prodotto tramite l'elettrolisi dell'acqua prendendo l'elettricità dai pannelli fotovoltaici . Distinti saluti .

Francesca brunetti, giovedì 17 gennaio 2013 alle2:27 ha scritto: rispondi »

sonomeravigliosi

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