Ancora un rinvio del voto sul glifosato da parte della Commissione europea. Gli Stati membri dell’UE erano chiamati nuovamente ad esprimersi in merito al rinnovo dell’approvazione all’utilizzo dell’erbicida, salvo però vedere mancare anche in questa occasione il necessario appoggio dei governanti d’Europa.

Il glifosato è al centro negli ultimi mesi di diversi studi, dagli esiti tuttavia molto contrastanti. Se di recente OMS e FAO si sono espressi sull’erbicida indicandolo come “non cancerogeno”, di diverso avviso sono gli ambientalisti e varie altre ricerche. In merito è intervenuto Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura ​Sostenibile di Greenpeace Italia, che ha dichiarato:

Questa è la seconda volta che la Commissione non riesce a ottenere l’appoggio dei governi dell’Ue per rinnovare l’autorizzazione del glifosato.

​Un atto dovuto, dal momento che la Commissione ha continuato a ignorare le preoccupazioni di scienziati indipendenti, parlamentari e cittadini europei. È il momento per la Commissione di sedersi e ascoltare.

A indicare come “probabilmente cancerogeno” il glifosato è stata l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), il cui studio è stato reso noto sul finire di marzo 2016.

Nel frattempo l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) sta svolgendo indagini in merito all’impatto sanitario del glifosato, così da permettere all’Unione Europea di giungere a una “classificazione ufficiale”. Termine fissato per il completamento delle operazioni fine 2017: a quel punto, qualora risultino evidenti prove a carico della pericolosità (sia esso cancerogeno e/o dannoso per il sistema endocrino) la normativa prevede che venga dichiarato fuori legge entro i confini UE.

19 maggio 2016
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