Ancora un No dei Paesi UE al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato. Si è svolta oggi una nuova votazione, questa volta per valutare la possibilità di estendere l’utilizzo del pesticida entro i confini europei per ulteriori 5 anni. Contraria l’Italia, che unitamente ad altri 8 Stati membri ha espresso parere negativo. Cinque sono stati invece gli astenuti, mentre quattordici i voti a favore.

=> Leggi i dati della precedente votazione UE sul glifosato

Continua a diminuire il numero di Paesi favorevoli alla proroga per il glifosato (passato da 16 a 14), sottolinea Greenpeace, avanzata in più occasioni dalla Commissione europea. Positivo in questo senso il No dell’Italia secondo quanto dichiarato da Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia:

Bene il no dell’Italia al voto odierno, mentre la Commissione continua a cercare l’appoggio per una nuova autorizzazione per il glifosato, noncurante degli scandali legati ai “Monsanto Papers” e al “copia-incolla” nelle valutazioni del rischio europee. Non si può continuare a permettere la contaminazione di suolo, acqua, cibo e persone, il glifosato deve essere vietato ora, non fra tre, cinque o dieci anni.

=> Leggi le accuse al glifosato seguite ai Monsanto Papers

La Commissione UE ha annunciato un nuovo voto in sede di comitato d’appello, anche se l’associazione ritiene non siano da attendersi “cambiamenti sostanziali delle posizioni” da parte dei Paesi membri. Tuttavia, successivamente a tale passo, la Commissione europea potrà decidere di agire anche senza il supporto dei governi e dare il via libera alla propria proposta.

Questo nonostante il Parlamento europeo abbia chiesto di recente un “phase-out” totale del glifosato da operare nell’arco dei prossimi cinque anni, a cominciare da restrizioni immediate per gli usi non professionali e come disseccante in pre-raccolta. Inoltre più di un milione di cittadini UE si è già espressa, firmando nel 2017 una petizione, affinché il glifosato venga vietato in tutto il territorio europeo.

9 novembre 2017
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franco, venerdì 10 novembre 2017 alle17:22 ha scritto: rispondi »

tuttavia possono ancora avvelenarci con qualsiasi altro veleno se la commissione europea e' d'accordo

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