Tracce di glifosato nelle urine: francesi contro Monsanto e UE

I cittadini di Foix, nell’Ariège (Francia), si apprestano a presentare una denuncia contro Monsanto e i funzionari sanitari e politici che hanno autorizzato la commercializzazione del pesticida più usato al mondo, il glifosato, dopo che ne hanno trovato traccia nelle loro urine.

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A renderlo pubblico è l’associazione Campagna glifosato, che ricorda che la nuova querela andrà “a rinforzare le otto denunce già depositate il 15 giugno 2018″ sempre a carico di Monsanto. L’intento di un nuovi esposto in tribunale non proviene da lamentele simboliche, ma da prove vere e proprie basate sull’analisi delle urine degli attivisti, i quali hanno trovato una presenza del famoso pesticida tra le 9 e le 33 volte maggiore della dose autorizzata dalla normativa europea. Nello specifico la media dei 73 risultati era 1,43 nanogrammi per millilitro: più di 14 volte la dose autorizzata di glifosato nell’acqua potabile (0,1 ng / ml).

L’abbondanza di glifosato nell’organismo umano sarebbe un fenomeno sempre più reale e preoccupante, secondo i volontari della zona francese. La colpa non sarebbe però solo di Monsanto, che lo produce, ma anche dai funzionari governativi in base a quanto reso noto dall’accusa.

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La denuncia sarà presentata anche contro la Commissione europea per aver autorizzato la sua immissione sul mercato, per “mettere in pericolo la vita degli altri” e per “danneggiare l’ambiente”. L’obiettivo dell’iniziativa è pertanto quello di dimostrare, mediante analisi di laboratorio, che l’erbicida sarebbe responsabile dell’avvelenamento massiccio dei cittadini.

27 settembre 2018
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