L’EFSA avrebbe chiuso gli occhi di fronte al rischio cancro legato all’utilizzo di glifosato. A sostenerlo è Greenpeace, secondo cui il rapporto ha reso più che agevole il percorso verso il rinnovo delle autorizzazioni europee all’utilizzo del pesticida.

Un rapporto quello dell’Autorità alimentare europea che risulterebbe basato, secondo l’associazione, su studi non pubblicati e commissionati dalle stesse aziende produttrici di glifosato. Come sostiene Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia:

Le rassicurazioni dell’EFSA sul glifosato sollevano seri dubbi sulla sua indipendenza scientifica. Buona parte del rapporto fa riferimento a studi non pubblicati commissionati dagli stessi produttori di glifosato.

Le prove del rischio sono inconfutabili, ma a questo punto dobbiamo prendere atto che l’EFSA preferisce contrapporsi alla più autorevole agenzia di ricerca sul cancro a livello internazionale pur di non dispiacere grandi aziende di pesticidi, come Monsanto.

Il giudizio della IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sui rischi connessi all’uso di glifosato è stato espresso con la dicitura “probabilmente cancerogeno” per l’uomo. Secondo quanto stabilito dalle normative UE un prodotto con “presunto” collegamento a forme tumorali non può essere utilizzato, a meno che la relativa esposizione risulti “trascurabile”.

Non sarebbe tuttavia “trascurabile” l’esposizione al glifosato, prosegue Greenpeace, in virtù non soltanto dell’ampia diffusione nel mondo agricolo dei pesticidi che lo contengono, ma anche dell’inquinamento derivato a carico di acqua, alimenti, parchi cittadini e aree agricole.

La scadenza delle attuali autorizzazioni UE è prevista al 30 giugno 2016, trascorso il quale la Commissione Europea tornerà a pronunciarsi in merito all’utilizzo di glifosato nel territorio comunitario.

Più ragionevole sarebbe secondo Greenpeace attendere gli esiti dell’indagini in corso da parte dell’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche), che presenterà il suo rapporto sui rischi per la salute legati al glifosato (inclusi quelli tumorali) non prima del 2017. A sostenerlo la stessa Ferrario, che ha concluso:

Dato che l’ECHA potrebbe dare una valutazione diversa da quella dell’EFSA, e che il mondo scientifico ha posizioni discordanti sul glifosato, non ha senso rinnovare per altri dieci anni l’autorizzazione di questo erbicida prima della fine di questo processo.

13 novembre 2015
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I vostri commenti
Daniela, domenica 15 novembre 2015 alle7:43 ha scritto: rispondi »

Si deve fare il massimo possibile per diffondere questi dati e sensibilizzare l'opinione pubblica anche alla mobilitazione tramite petizioni al parlamento europeo e altre iniziative.! Grazie del vs. Servizio. Daniela

Silvano Ghezzo, sabato 14 novembre 2015 alle0:07 ha scritto: rispondi »

Ennesima conferma che i grandi interessi economici se ne fregano altamente della salute pubblica e dell'ecologia.

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