La California potrà etichettare il glifosato come probabilmente cancerogeno. A stabilirlo il giudice di Fresno, che ha accolto la richiesta dello Stato americano di tutela della sicurezza dei lavoratori che utilizzano l’erbicida RoundUp. Forti proteste dalla Monsanto, azienda che produce la sostanza chimica.

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La Monsanto aveva citato in giudizio la California accusandola di aver intrapreso in maniera illegitima l’operazione di etichettatura del glifosato come “probabilmente cancerogeno”, come indicato dallo IARC (International Agency for Research on Cancer). Tra gli avvocati che hanno vittoriosamente difeso lo Stato USA anche Robert Kennedy Jr.

Secondo gli avvocati della Monsanto tale imposizione pregiudicherà in maniera fatale il commercio del prodotto, causando gravissimi danni finanziari per l’azienda. Un’opinione non condivisa da Robert Kennedy Jr, che ha dichiarato:

Questa etichettatura non li metterà fuori dal commercio. Si tratta di un avvertimento, che permetterà ai lavoratori di sapere che hanno a che fare con un prodotto chimico che può provocare danni alla loro salute.

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Nel frattempo prende il via anche in Europa un’offensiva ambientalista volta a interrompere l’utilizzo di glifosato entro i confini UE. Si tratta di una Iniziativa dei cittadini europei (ICE), avviata al fine di chiedere alla Commissione Europea un bando totale per la sostanza chimica. Il lancio è avvenuto con una serie di eventi in diverse città europee, tra cui Roma, Berlino, Bruxelles, Madrid e Parigi, e vedrà coinvolte organizzazioni presenti in 15 Paesi.

Al raggiungimento del milione di firme la Commissione UE sarà chiamata all’adozione di una “risposta formale per illustrare le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell’iniziativa dei cittadini”. Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia:

Quest’anno abbiamo finalmente l’opportunità di togliere il glifosato dai nostri campi e dai nostri piatti. Sono sempre di più i corsi d’acqua in Italia e in Europa contaminati con questo diserbante, classificato come “probabile cancerogeno” dallo IARC. Si trovano tracce nel cibo, nelle bevande e persino nelle urine. Il messaggio alla Commissione Ue e ai Paesi membri è chiaro: l’interesse e la salute delle persone devono venire prima dei profitti delle aziende agrochimiche.

8 febbraio 2017
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