Arrivare a una piena indipendenza dal petrolio nell’ambito dei trasporti pubblici e privati è un’impresa molto complessa e non raggiungibile di certo in pochissimi anni, ma se in molti credono che la risposta a tale problema passi per la trazione elettrica, sono in diversi a ritenere che la soluzione più efficace, come alternativa ai combustibili fossili, sia puntare sui veicoli a gas naturale compresso (CNG, Compressed Natural Gas), più comunemente conosciuti come mezzi a metano.

A sostenere tale tesi sono alcuni centri di ricerca degli USA, tra i quali l’Argonne National Laboratory, uno dei principali laboratori impegnati nello studio sulle batterie agli ioni di litio impiegate sulle auto elettriche. Eppure, nonostante l’impego verso questo tipo di propulsione a zero emissioni, c’è chi, all’interno dell’Argonne, vede i veicoli a metano come la soluzione ideale quanto meno nella fase di transizione dai derivati dal petrolio a forme di autotrazione pulita.

I ricercatori americani del laboratorio, come ad esempio Mike Duoba, sostengono infatti che nonostante i mezzi a metano inquinino di più rispetto a quelli elettrici, grazie a una diffusione capillare nei prossimi anni essi possano essere di grande aiuto nell’abbattere le emissioni inquinanti, oltre che aiutare gli USA a svincolarsi dalla dipendenza dal petrolio.

Questo tipo di pensiero potrebbe diffondersi in Nord America anche per il fatto che ci sono grossi giacimenti di gas naturale, fattore che sarebbe gradito anche ai governanti nell’ottica di favorire una ripresa economica che tarda ad arrivare. Dal punto di vista tecnico, sottolineano i sostenitori dell’auto a metano, i vantaggi sarebbero legati alla maggiore autonomia dei veicoli CNG rispetto a quelli elettrici, al minor peso complessivo (in quanto non è necessaria l’installazione di pesanti pacchi batterie), così come una maggiore praticità in termini di ricarica, con risparmio di tempi e di costi.

Nonostante le diverse posizioni di vari esperti quel che appare certo è che per raggiungere l’obiettivo di abbandonare definitivamente i derivati del petrolio non è sufficiente un solo tipo di soluzione, ma sarà decisiva l’unione di più tecnologie alternative ognuna con i propri pregi e i propri difetti, i quali, si spera, saranno via via eliminati nel corso degli anni.

12 giugno 2012
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