Le città non si svuotano e la qualità dell’aria inevitabilmente ne risente. La crisi economica sta colpendo anche il settore vacanze, causando flessioni in termini di presenze nelle località turistiche che si traducono in un insolito affollamento delle città. Il risultato è che non si assiste al consueto calo estivo delle emissioni e l’inquinamento atmosferico non trova il tanto atteso alleggerimento.

Ne è un esempio Roma, dove la qualità dell’aria è a rischio per via della presenza eccezionale di romani: due su tre non hanno ancora lasciato la Capitale e uno su quattro non lo farà neanche per una vacanza “mordi e fuggi”. Secondo quanto riportato su Lamiaaria.it l’inquinamento atmosferico di questi giorni metterebbe a rischio le categorie più sensibili come bambini, anziani, affetti da malattie respiratorie croniche e sportivi. A questi ultimi si chiede inoltre di ridurre (se possibile evitare) l’esercizio fisico prolungato all’aperto nei giorni di maggiore concentrazione delle sostanze nocive.

Non va meglio a Genova, che insieme alla Città Eterna detiene lo scomodo primato di centro con la peggiore qualità dell’aria. Seguono con un livello definito “mediocre” Bari, Bologna, Brescia, Catania, Milano, Palermo, Taranto, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Soltanto otto sono invece i centri che possono vantare un livello “accettabile”: Ancona, Cagliari, Firenze, Napoli, Padova, Perugia, Pescara e Reggio Calabria.

9 agosto 2012
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