Ha un impatto ambientale maggiore un classico libro cartaceo o un moderno eBook reader? La risposta, che fino a qualche tempo fa sembrava assolutamente spontanea e univoca, potrebbe invece essere rimessa in discussione dalle osservazioni mosse da alcuni studi che hanno provato a calcolare le conseguenze sull’ambiente derivanti dall’uso continuato delle due tipologie di supporti per la lettura.

Apparentemente, scegliere di usare un lettore digitale per accedere ai propri testi preferiti comporta l’abbandono del volume cartaceo, regalando all’ambiente una mano preziosa in quanto come prima cosa si evita l’abbattimento degli alberi necessari alla produzione della carta, a tutto vantaggio delle politiche di contenimento della deforestazione che, in alcune aree del mondo, sta diventando un problema molto importante.

Eppure, a conti fatti, scegliere i libri elettronici al posto di quelli tradizionali potrebbe non essere un grande affare per la nostra Terra. Prendendo in considerazione le emissioni di carbonio (CO2) prodotte da un lettore medio che legge circa 6,5 libri all’anno si nota che i volumi tascabili cartacei hanno un impatto di 26 kg di CO2 prodotta, contro i poco meno di 70 grammi di CO2 necessari per un libro elettronico.

La situazione, messa così, sembrerebbe una netta vittoria per il nuovo formato digitale, ma alcuni osservatori spiegano che considerando l’impatto legato all’eBook reader le cose possono cambiare, tanto da arrivare a 130 kg di CO2 emessi per un apparecchio in uso per 5 anni.

Va precisato che lo studio considera come lettori digitali anche i tablet, compresi i vari iPad di Apple, e non tiene quindi in considerazione esclusivamente i veri e propri eBook reader come Kindle e simili, cioè prodotti che nascono apposta per la lettura e che, verosimilmente, hanno un impatto ambientale più contenuto di dispositivi polivalenti come i tablet.

Quel che il rapporto sembra voler affermare è legato all’idea che i supporti elettronici rischiano talvolta di dare all’utente un’immagine di efficienza ambientale che, a conti fatti e dati alla mano, non c’è o non è nella stessa misura in cui viene proposta dalle logiche commerciali: una conclusione che, in ogni caso, farà sicuramente discutere.

5 giugno 2012
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I vostri commenti
Redshift72, mercoledì 12 settembre 2012 alle17:59 ha scritto: rispondi »

Lo studio è completamente sbagliato.  I 105kg di CO2 di impatto per l'ipad2 sono per l'intero ciclo di vita del prodotto, compreso il suo funzionamento. Quindi l'impatto da funzionamento non può essere calcolato 2 volte (secondo Apple vale 31 kg su 105, quindi è molto grande). Poi il ciclo di vita dell'IPAD2 non è calcolato su una durata di un anno, invece lo studio lo confronta come se ogni anno si dovesse cambiare il tablet. Altro aspetto e' che l'IPAD è usato anche per altre cose, quindi l'impatto del suo ciclo di vita va rapportato al solo tempo di uso per la lettura degli ebook,appena 24 ore annue, altrimenti risulterebbe che giocare,  leggere, navigare ....con il tablet e tutto il resto,  sarebbero attività  ad impatto nullo....

Iosonoilmale, martedì 28 agosto 2012 alle14:12 ha scritto: rispondi »

Poichè lo studio non esamina singolarmente gli ebook a inchiostro elettronico ma anche altri dispositivi,lo trovo poco affidabile.Gli ereader sono pensati per consumare poco ed essere longevi,allontanandosi dalla moda dell'ultimo ritrovato tecnologico.Inoltre un prodotto progettato per essere riciclato e smaltito anche a fine del suo ciclo vitale rende il problema gestibile.Tutto inquina se non lo si gestisce correttamente,è una questione de capoccia!

Guido Grassadonio, lunedì 30 luglio 2012 alle15:49 ha scritto: rispondi »

 Ma da quanto in qua un libro letto lo butti?

Caygri, sabato 28 luglio 2012 alle15:25 ha scritto: rispondi »

 non è proprio cosi...ebook si rompe e devi ricomprarlo e inquina di più..è scritto all'inizio

Emanuele, mercoledì 6 giugno 2012 alle4:09 ha scritto: rispondi »

Tutto ciò non ha un senso: un eBook reader lo compri una volta e lo utilizzi a vita con tutti i tuoi libri, un singolo libro stampato in carta lo compri e poi lo butti (se va bene nella differenziata della carta). Mi sembra evidente che sia un paragone senza senso e come queste "indagini" risutino ridicole.

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