In una famiglia che affronta una separazione, magari un divorzio, spesso a pagarne le spese sono i più delicati. Si perdoni l’associazione ma i figli, come gli animali d’affezione, sono i cuccioli indifesi di una casa. E se gli eventi si concludono con esito negativo si possono trovare al centro di una contesa e di molti litigi.

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In particolare per gli animali, se non si trova un accordo tra le parti, la soluzione finale è il canile oppure drammaticamente l’abbandono. Ma dal 2010, con la n.201 del 4 novembre, la legge e l’Europa accorrono in soccorso dei sentimenti degli animali. Vi è quindi una tutela e una protezione degli esemplari da compagnia.

La messa in atto della legge è avvenuta recentemente a Varese, dopo un caso di separazione tra coniugi, creando di fatto un precedente importante. La IX Sezione civile del Tribunale di Varese ha definito senziente la natura di un gatto di proprietà, quindi un essere vivete e non un oggetto. Rimarcando l’accordo tra le parti che vedrà l’animale vivere nella casa della madre, insieme alla figlia, dove verranno sostenute le spese quotidiane. Mentre per i costi aggiuntivi e straordinari vi sarà una divisione equa tra le parti.

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Una decisione importante che eleva il ruolo dell’animale, non a semplice complemento ma a parte integrante del nucleo familiare. Equiparando sostanzialmente il suo ruolo a quello di una persona, in quanto senziente, con sentimenti e con un proprio carattere.

1 luglio 2013
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