Gli animali hanno una morale

Quante volte ci si è chiesti se il gesto d’affetto del proprio cane o del proprio gatto fosse una risposta dell’amore o dell’istinto? È sempre molto difficile stabilire quanto spirito di compartecipazione emotiva vi sia fra gli animali perché, non parlando, non possono comunicarci le loro emozioni. Un recente studio, tuttavia, dimostra come gli animali non siano tutto istinto: in molte specie è condiviso un senso rudimentale della morale.

Non è forse un segreto per un proprietario di un cane o di un gatto: spesso Fido e Micio agiscono per amore o senso di protezione verso il loro padrone. Ma una recente pubblicazione della Oxford University, intitolata “Can Animals Be Moral?” e scritta dal professor Mark Rowland, sembra dipanare ogni dubbio. Lo studio raggruppa alcune delle ricerche più importanti condotte sul comportamento animale, svelando come l’etica sia un fattore tutt’altro che assente fra gli amici a due e a quattro zampe.

Gli scimpanzé, ad esempio, puniscono fisicamente i simili quando violano delle regole di convivenza del gruppo o degli ordini sociali prestabiliti, quali la precedenza sul cibo e nell’accoppiamento. Alcuni uccelli tropicali, invece, non concepiscono il tradimento: non appena la femmina capofamiglia si lascia anche solo distrarre dal corteggiamento di un estraneo, il maschio la redarguisce a suon di beccate. I coyote, infine, trascorrono una vita volutamente monogama.

Vi sono poi esperimenti comportamentali ben più significativi, e forse anche più cruenti, che accertano come l’etica sia largamente diffusa anche fra le specie animali. Stuart Semple, un antropologo dell’Università di Londra, ha analizzato le reazioni di un gruppo di scimmie Rhesus al dolore. A questi primati, particolarmente giocosi e dispettosi, sono stati consegnati dei cavi collegati a una leggera scossa elettrica. A un piccolo gruppo è stato mostrato come usare tali cavi elettrificati a discapito dei loro simili: non appena gli animali si sono accorti di provocare dolore alle altre scimmie, i primati coinvolti si sono rifiutati di proseguire nell’esperimento. Non si sprecano nemmeno, infine, i casi di solidarietà interspecie: Binti Jua, una gorilla di uno zoo dell’Illinois, ha tratto in salvo un bimbo svenuto e l’ha protetto dalla furia del suo compagno, in attesa che arrivassero soccorsi umani.

Secondo Rowland, questi studi sarebbero l’evidenza di come gli animali provino delle emozioni, fatto questo per molto tempo ingiustamente ignorato dalla scienza. Emozioni che li portano a optare per comportamenti che non siano lesivi di loro stessi o del loro gruppo sociale e che quasi sempre riguardano grandi topoi degli esseri viventi: la nascita, la paura, la fame e la morte.

I detrattori, tuttavia, sottolineano come non si possa parlare di morale in senso stretto. Si tratterebbe, a loro avviso, di una semplice reazione a stimoli esterni, che spingerebbe verso comportamenti vantaggiosi. Non, quindi, un sincero interesse verso il prossimo, bensì una modalità di risposta automatica date certune condizioni. Sarà davvero così?

20 novembre 2012
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