Gli alberi più grandi del mondo stanno morendo

Gli alberi più grandi e vecchi del mondo stanno morendo, mettendo a rischio anche le centinaia di uccelli e altre specie vegetali e animali legate alla loro sopravvivenza. L’allarme arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Science, a firma di un’équipe di ricercatori australiani del CEED, Centre of Excellence for Environmental Decisions.

Gli autori hanno rilevato un tasso di declino allarmante tra gli alberi secolari, di età compresa tra i 100 e i 300 anni, in molte foreste di diversi Paesi del mondo, nella savana e persino nelle aree verdi delle città dove si compiono i maggiori sforzi per preservarli. Il problema, spiegano esperti, ha dunque portata globale e occorre individuare strategie d’intervento su larga scala per arginare la perdita di biodiversità e preservare gli equilibri ecosistemici.

Tra le cause principali della morte dei grandi alberi figurano gli incendi; i periodi di siccità prolungata sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici; le alte temperature che favoriscono il proliferare delle malattie e dei parassiti degli alberi; la deforestazione.

Il declino dei grandi alberi, come appurato da un precedente studio pubblicato su New Scientist, è causato anche dalla frammentazione delle foreste: quando grandi aree boschive, popolate da alberi più giovani, vengono rase al suolo i “giganti” restano isolati e sono più esposti alle intemperie, alle forti raffiche di vento, alle epidemie parassitarie.

La scomparsa dei grandi alberi è un fenomeno a dir poco preoccupante. Come ha sottolineato una delle firme del nuovo studio, il professor Bill Laurance della James Cook University:

Si tratta di una tendenza molto, molto inquietante. Stiamo parlando della perdita degli organismi viventi più grandi del pianeta, delle piante da fiore più grandi del pianeta, di organismi che svolgono un ruolo chiave negli equilibri degli ecosistemi e nell’arricchimento del nostro mondo.

In alcuni ecosistemi gli alberi secolari offrono riparo, sostentamento e spazi sicuri per la nidificazione al 30% delle specie di uccelli e della piccola fauna selvatica del bosco. Senza contare che i grandi alberi sono anche enormi depositi di CO2 e, con il loro declino, perdiamo dei magazzini naturali per lo stoccaggio del carbonio vitali per contrastare il riscaldamento globale a costo zero.

La morte degli alberi più vecchi e alti del mondo è equiparabile, in portata, conseguenze e velocità di declino, alla scomparsa  dei grandi mammiferi osservata negli ultimi decenni in gran parte del mondo. In entrambi i casi le ripercussioni sulle altre specie viventi sono pesantissime. Per salvare i grandi alberi, i ricercatori stanno individuando le aree in cui hanno maggiori probabilità di sopravvivenza. Gli studiosi avvertono però che, senza programmi di conservazione a lungo termine, nessun intervento sporadico e limitato nel tempo potrà arginarne il declino.

Fonti: Science; New Scientist

7 dicembre 2012
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I vostri commenti
Michele, sabato 8 dicembre 2012 alle9:34 ha scritto: rispondi »

Eppure continuiamo il dicembre di ogni anno a massacrare migliaia alberi anche secolari (vedi S.Pietro ecc..) solo per usarli un paio di settimane per gli addobbi di Natale... L'esempio in piccolo di quello che e' successo alla ex verde e lussureggiante Isola di Pasqua non e' servito dunque a nulla? 

Silvano Ghezzo, sabato 8 dicembre 2012 alle1:43 ha scritto: rispondi »

E' sempre la solita storia, la troppa popolazione depreda e distrugge le inadeguate risorse, inoltre fa incavolare la Natura.

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