L’impegno ambientale di Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi e di Federparchi Sicilia, è stato riconosciuto a livello comunitario. Il prossimo 21 ottobre Antoci ritirerà il premio europeo per l’ambiente Alfred Toepfer assegnato dalla federazione Europarc nel corso di una cerimonia nel Parco Jura Vaudois, in Svizzera.

Con lui ci sarà anche il presidente di Federparchi Italia Giampiero Sammuri, orgoglioso di celebrare il primo italiano a ricevere il premio ambientalista:

Il riconoscimento a Giuseppe Antoci è una cosa che speravamo, ma ci entusiasma. È un premio di enorme prestigio.

Ne sono davvero felice perché rende nota al contesto europeo la testimonianza di impegno a favore del territorio dei Nebrodi, facendo conoscere il difficile, quotidiano sacrificio di quest’uomo, che è un atto di amore e coraggio di un siciliano per la Sicilia.

Antoci ha rischiato la vita per difendere il Parco dei Nebrodi dalla malavita organizzata, subendo un agguato mafioso a maggio del 2016. La commissione del prestigioso premio gli ha assegnato la medaglia d’oro per i “meriti e le azioni in favore della natura e della conservazione della biodiversità”. Una vittoria doppia perché il riconoscimento è stato assegnato all’unanimità dai rappresentanti di 36 Stati europei.

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Alla notizia della vittoria del riconoscimento Antoci si è detto onorato e non ha nascosto la sua emozione. Antoci ha voluto dedicare la vittoria agli agenti che gli hanno salvato la vita:

Lo voglio dedicare a delle persone speciali, a coloro che, nella notte fra il 17 e il 18 di maggio, hanno fatto sì che la violenza mafiosa non vincesse contro lo Stato. Ai poliziotti della mia scorta che con forza e coraggio mi hanno riportato a casa dalla mia famiglia.

Antoci è rimasto illeso nell’agguato mafioso avvenuto in Provincia di Messina grazie al vicequestore aggiunto Daniele Manganaro e ai suoi uomini, che hanno messo in fuga i sicari ingaggiando una sparatoria.

Negli ultimi anni Antoci è stato oggetto di numerose minacce per aver revocato l’assegnazione dei terreni a decine di persone che non erano in regola con la certificazione antimafia, introdotta nel 2015 anche per i lotti con un valore a base d’asta inferiore ai 250 mila euro.

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Di fatto il presidente di Federparchi Sicilia ha estromesso i mafiosi dalla gestione del patrimonio rurale, tutelando gli interessi di agricoltori e allevatori onesti. Un nuovo protocollo per la legalità che è stato presto adottato in tutta la Regione, grazie all’impegno del governatore Rosario Crocetta.

Quella di Antoci è una battaglia coraggiosa, ancora più ammirevole perché è senza scopo di lucro. L’ambientalista percepisce solo 800 euro al mese per il suo incarico. Grazie al suo impegno il Parco di Nebrodi è tornato a fiorire. Nel 2016 l’afflusso turistico è aumentato del 30%. Entrate di cui godranno le imprese oneste e non i mafiosi.

Antoci ha colto l’occasione della vittoria del premio per ribadire che non si lascerà intimidire dalla mafia, proseguendo la sua lotta per l’estromissione delle cosche dall’economia rurale siciliana.

Un coraggio e una determinazione che gli hanno fatto guadagnare la stima e il rispetto di migliaia di siciliani. Tra questi il ministro dell’Interno Angelino Alfano e lo scrittore Andrea Camilleri, che lo ha definito “un eroe dei nostri tempi”.

19 ottobre 2016
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