Studenti d’Italia tutti consegnati per la pulizia delle aree verdi. Niente più “gite scolastiche” per gli alunni della scuola dell’obbligo. Troppo vacanziere e goderecce. Devono essere sostituite da campi di lavoro che insegnino ai nostri minorenni come si fa a rispettare l’ambiente.

La proposta nasce dalla mente operosa della senatrice del Pdl, Alessandra Gallone, originaria di Bergamo, “insegnante e dirigente di partito”. Secondo l’opinione della parlamentare, che ha il conforto di altri suoi quindici colleghi, sarebbe necessario introdurre un disegno di legge per stabilire le nuove regole.

Gli studenti, come si apprende dalle cronache, dovrebbero essere riuniti in squadre di quindici elementi, suddivise per fascia di età e capeggiate da un maestro e due tutor, esperti del settore.

Mentre qualcuno prepara i suoi allievi alle nuove istruzioni legislative per parte nostra siamo assaliti da più di un dubbio. Dopo aver fatto un po’ di ricerca e interpellato qualche insegnante chiediamo se la normativa vigente non permetta già di prendere iniziative che stimolino e irrobustiscano l’educazione e la sensibilità ambientale delle scolaresche italiane.

Il turismo scolastico non si presta col concetto di campo scuola ad essere un momento istruttivo e formativo anche su specifiche tematiche ecologiche?

Cosa vieta alle scuole di aderire a particolari progetti ambientalisti? L’attività che cerca di instillare negli adolescenti la consapevolezza del valore della natura chi impedisce che si svolga durante tutto l’anno scolastico usufruendo delle tante possibilità di uscita della classe?

Se così stanno le cose, ma naturalmente restiamo aperti al confronto e alle smentite, perché si dovrebbe legiferare per promuovere iniziative che si possono realizzare anche con le norme in vigore?

17 giugno 2010
I vostri commenti
Campi scuola educazione ambientale, sabato 3 luglio 2010 alle18:27 ha scritto: rispondi »

Beh, noi queste cose le facciamo da anni con professori intelligenti e lungimiranti. I ragazzi in fin dei conti sono volenterosi e hanno piacere di contribuire a fare qualcosa di positivo. Occorre però mediare la cosa tra il campo di lavoro citato nell'articolo (che evoca pessime sensazioni) e la gita scolastica classica. Un campo scuola di educazione ambientale è anche questo.

Ratamusa, mercoledì 23 giugno 2010 alle12:03 ha scritto: rispondi »

Per un paio di motivi: La burocrazia deve preservare se stessa... Perchè in Italia ci sono 6o milioni di individualisti che interpretano la legge ciascuno a modo proprio....

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